Open Arms a Crotone: 378 migranti e una preghiera di speranza
CROTONE, 6 NOV 2017 – Questa mattina al porto di Crotone è giunta la nave “Open Arms” con a bordo 378 migranti, provenienti principalmente dall’Eritrea e, in misura minore, dal Pakistan. L’arrivo, inizialmente previsto per le sette del mattino, è stato ritardato a causa delle avverse condizioni meteorologiche, con pioggia battente che ha rallentato le operazioni di attracco.
Nonostante il maltempo, i migranti hanno dimostrato grande forza d’animo: una volta scesi dalla nave, hanno intonato un canto di preghiera, momento di grande emozione che ha coinvolto anche le autorità presenti. Al termine del canto, tutti hanno compiuto il segno della croce, gesto simbolico di speranza e gratitudine per essere giunti in salvo sulle coste italiane.
Secondo il piano di riparto del Ministero dell’Interno, solo sessanta dei migranti resteranno in Calabria, mentre gli altri saranno trasferiti in Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana, Puglia, Liguria, Marche e Molise. La distribuzione mira a garantire un’accoglienza equilibrata e sostenibile su tutto il territorio nazionale, evitando concentrazioni eccessive in una singola regione.
Le operazioni di sbarco sono coordinate dalla Prefettura di Crotone, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, della Questura e delle altre forze di polizia. A supporto dell’accoglienza sono presenti anche l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone – Suem 118 e i servizi sociali, che forniscono assistenza sanitaria, psicologica e logistica ai profughi.
Le autorità locali hanno sottolineato l’importanza della cooperazione tra enti pubblici e servizi sociali per gestire in maniera efficace l’emergenza umanitaria. I migranti saranno sottoposti a controlli sanitari e identificativi prima di essere trasferiti nelle varie strutture di accoglienza, dove potranno ricevere supporto per l’integrazione.
Questo nuovo sbarco rappresenta un ulteriore segnale della complessa situazione migratoria nel Mediterraneo, richiamando l’attenzione sulla necessità di politiche europee e nazionali coordinate, capaci di garantire sicurezza, solidarietà e tutela dei diritti umani per chi fugge da guerre, persecuzioni e difficoltà estreme.

















