Intimidazione ditta Cofer a Lamezia: la solidarietà delle istituzioni

Sergio Abramo
Sergio Abramo

Un nuovo atto intimidatorio torna a colpire il tessuto sano dell’imprenditoria calabrese. Questa volta nel mirino è finita la ditta Cofer di Lamezia Terme, impegnata nei lavori per la realizzazione della Concattedrale di San Benedetto di Norcia, un’opera di grande valore simbolico, religioso e sociale. L’episodio, avvenuto all’interno del cantiere, ha immediatamente suscitato ferme reazioni di condanna e una corale ondata di solidarietà da parte delle istituzioni.

Tra i primi a intervenire è stato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che ha espresso pubblicamente la propria vicinanza ai titolari dell’azienda e ai lavoratori coinvolti. «L’ennesimo gesto intimidatorio che ha colpito un’impresa calabrese non può lasciare inermi e in silenzio le amministrazioni pubbliche della nostra regione», ha dichiarato Abramo, sottolineando come episodi di questo genere rappresentino un attacco diretto non solo alle singole imprese, ma all’intera comunità.

Il primo cittadino ha poi ribadito fiducia nell’operato della magistratura: «Sono sicuro che la Magistratura saprà presto individuare gli autori di questo grave episodio, assolutamente spiacevole e da condannare con forza». Ma il messaggio più forte è rivolto al futuro: quanto accaduto, ha aggiunto, non deve piegare le forze sane della Calabria, né scoraggiare chi lavora nel rispetto delle regole, producendo sviluppo e occupazione. «A nome mio e dell’intera amministrazione – ha concluso – rivolgo la massima solidarietà ai responsabili della ditta Cofer e a tutti i lavoratori che stanno contribuendo alla realizzazione di questo importante luogo di culto».

Parole di netta condanna anche da parte del presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, che definisce l’accaduto «un atto intimidatorio che offende la città di Lamezia, la Diocesi e l’intera provincia». Un gesto che, secondo Bruno, colpisce duramente «tanta gente che lavora onestamente al servizio della propria comunità», generando rabbia e sdegno.

A nome dell’Amministrazione provinciale, Bruno ha espresso piena solidarietà non solo alla ditta Cofer, ma anche alla comunità della Diocesi di Lamezia Terme, guidata dal vescovo monsignor Giuseppe Cantafora, coinvolta simbolicamente da un attacco che tocca un’opera destinata alla collettività. «Siamo certi che la magistratura e le forze dell’ordine faranno presto chiarezza – ha affermato – ma nel frattempo invitiamo i lavoratori e i responsabili dell’azienda a non piegarsi alla prepotenza».

Un invito chiaro a non cedere allo sconforto e a proseguire il proprio lavoro con determinazione, nella consapevolezza che le istituzioni sono al fianco delle imprese sane, pronte a sostenere chi opera nella trasparenza e nella legalità. Un messaggio forte, che riafferma il principio secondo cui la Calabria che lavora onestamente non deve e non può arretrare di fronte alla violenza e all’intimidazione.