L’Ostricaio: tributo ai sapori del sud a Malta

Un pugno di isole di sole perse tra Europa e Africa. È Malta. Neanche gli spagnoli, gli arabi o i fenici sono riusciti a dominarla veramente. L’arcipelago è come se non avesse mai avuto una sorte, estranea al tempo e alla storia. Malta appartiene solo a sé stessa. Chi vi approda ha un po’ lo stesso spirito.

Eppure, sembra ci sia un ponte che avvicina La Valletta alle nostre coste calabresi, in particolare alla parte ionica. I libri di storia dell’arte, ad esempio, raccontano la vita dell’artista catanzarese Mattia Preti che, a metà del 1600, realizzò quattrocento opere, tra tele e affreschi, proprio a Malta dove trovò la sua ultima dimora.

La ristorazione meridionale come sfida

Per quanto si tenti di definire i confini geografici, la gente che nasce vicino al mare ha un alfabeto comune, una sorta di lingua sotterranea che parla di radici condivise. La cultura, in tutte le sue eccezioni, è connessione e anche oggi a Malta è possibile trovare un po’ di Calabria grazie anche a una persona che della nostra regione sembra continuare a sussurrare un leitmotiv, sebbene non vi sia nato né abbia dei nessi particolari.

A Paolo Carcone ho dedicato un articolo lo scorso settembre, a Fiumefreddo Bruzio, in occasione di un evento culturale. Già allora delineavo il suo carattere di pioniere. Non meraviglia quindi il fatto che, a gennaio di questo anno, si sia trasferito a Malta per realizzare un sogno. Un’avventura che un po’ lo unisce nuovamente alle nostre coste. L’umanità si diversifica per eventi storici e di costume, ma c’è un punto in cui gli uomini si ritrovano e condividono. E cosa è più aggregante e culturalmente valida se non la gastronomia?

Personalmente, da appassionata di cucina, credo che la preparazione di un pasto sia un atto d’amore per chi gli verrà offerto. Il cibo è un bene universale e democratico. È proprietà di tutti. Come le parole può essere composto in tantissime maniere e diventare particolare, spesso unico. La cucina è alchimia, tecnica, ma nelle mani giuste diventa arte creativa.

Il ‘diamante’ di Paceville

L’Ostricaio è un piccolo ristorante ubicato nella turistica Paceville – Saint Julian’s, San Giljan, – che ha preso nuova vita recentemente grazie all’intuizione felice di Carcone, amante del mare e delle barche, esperto sub e pratico di pesca marittima. Ironicamente, possiamo anche dire che, da buon sagittario, ha l’anima di esploratore. Da sempre, infatti, si lancia in imprese travolgenti dettate dal cuore e, a seguire, infatti è la seconda apertura di un ristorante in Mellieha. Come dargli torto visto i risultati incoraggianti ottenuti?

Lo staff include anche un manager calabrese di Bianco (Reggio Calabria) e offre ai clienti una cucina italiana di alta qualità nonostante un costo contenuto. Tra i prodotti usati spiccano anche quelli calabresi: dall’olio extra vergine biologico f.lli Portaro, prodotto a Belvedere Spinello (Crotone), al guanciale silano, cugino di quello di Amatrice che ha pepe nero invece di peperoncino piccante.

Il menu

A fianco della cucina maltese che è una combinazione eclettica di cucina mediterranea, poiché dovuta alle numerose invasioni nei secoli, questo grazioso ristorante, che si affaccia sul mare, rispetta la tradizione italiana senza contaminazioni territoriali. Ha un menu à la carte essenzialmente a base di pesce, freschissimo, che ricorda i profumi delle cucine delle nonne, diligenti nel preparare il pranzo alla famiglia.  Scorrendo i nomi delle varie portate, ha anche presenti le polpettine di neonata o ‘nunnata’, ‘bianchetto’, tipiche proprio di un retaggio ‘casalingo’ di Calabria (e Sicilia) e di pietanze di pesci dello stretto come il tonno e il pescespada. Ma è un locale dove è possibile mangiare anche ostriche, da qui il nome, e poi anche salmone, polpo, ricci di mare e altre varietà ittiche.

Come nelle migliori gestioni che puntano alla qualità, i tavoli non sono numerosi e il menu varia anche giornalmente fino a offrire anche carne, per soddisfare quei clienti che non amano il pesce, con un’attenzione anche a chi è vegetariano, ai bambini, e a chi necessita di un menu gluten-free. Non meravigliano le ottime recensioni della clientela entusiasta riguardo sia la freschezza della materia prima che della preparazione dei piatti. Spicca, tra tutte, la frittura, ma anche le crudités di pesce regolarmente abbattute.

La cucina del sud Italia ha, per sua natura, la capacità di unire le bontà saporite della cucina mediterranea all’arte culinaria tipica italiana, e il saper preparare tipico italiano che la elabora esaltandola con i principi della buona cucina popolare e tradizionale. A testimoniare ciò è il proporre primi piatti gustosi e rigorosamente espressi come i rigatoni alla Norma, omaggio alla vicina Sicilia.

Il riscontro della clientela

E quando si parla di sud non si può rimanere indifferenti di fronte all’accoglienza. L’ospite, per antonomasia, è sacro. È noto che, fra tutte le sorgenti di energia, il calore umano è la meno cara e la più produttiva. Anche la gentilezza e la simpatia dello staff sono motivo di elogi da parte degli avventori che si ritrovano sull’isola per turismo o per lavoro.

Servizio, cordialità e competenza costituiscono la giusta ambientazione per trascorrere istanti gradevoli, da soli o in compagnia di amici e di parenti più cari.

Annamaria Gnisci