La tappa Matteo Renzi a Catanzaro documentata da Calabria Magnifica (5 VIDEO)

Renzi in tour, il PD in fibrillazione: Catanzaro termometro della crisi

CATANZARO, 25 OTT 2017 — Il Partito Democratico arriva in Calabria con il suo treno “Destinazione Italia” in una fase segnata da tensioni interne, malcontento diffuso e un crescente scollamento tra vertici e base. Matteo Renzi — tornato alla guida del PD dopo le primarie — prosegue il tour ferroviario iniziato il 17 ottobre e destinato a toccare 107 province. Ma la tappa catanzarese mette in evidenza soprattutto il clima che si respira all’interno del partito: più che contestazioni di piazza, a emergere è una contestazione politica e generazionale.

Il malessere non nasce oggi. Dopo le amministrative di giugno 2017, che hanno mostrato difficoltà in diversi comuni strategici, i democratici sono in fibrillazione. A luglio, proprio da Catanzaro, arriva un segnale forte: i Giovani Democratici lanciano un ultimatum al segretario, chiedendo una svolta nella linea politica e minacciando di dimettersi in massa. Un gesto che viene interpretato come sintomo di un disagio ormai non più sotterraneo e che, nelle ultime settimane, si riflette anche in altre federazioni locali.

Sul fronte nazionale, nel frattempo, Renzi è impegnato sul delicato nodo della legge elettorale, con scontri interni e un uso massiccio dei cosiddetti “canguri” per superare gli emendamenti. L’ipotesi di porre la fiducia alimenta ulteriori polemiche e fa emergere una frattura sempre più netta tra renziani e minoranza interna.

In questo contesto, Catanzaro diventa una sorta di termometro politico. Nessuna grande mobilitazione in piazza e nessun episodio clamoroso, ma un’aria tesa e silenziosa. Molti militanti parlano di un partito “a porte chiuse”, dove la partecipazione sembra ridursi ai soli momenti congressuali, mentre la base chiede spazi di confronto molto più ampi.

Se dunque le contestazioni del 2017 non si traducono sempre in fischi e striscioni in stazione, è perché la vera opposizione a Renzi si consuma nelle segreterie locali, nelle chat interne, nei circoli e nei congressi. Catanzaro lo ricorda con chiarezza: la sfida del segretario non è con i cori dei contestatori, ma con un partito che fatica a riconoscersi nella sua leadership.

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