‘Ndrangheta, operazione “Martingala”: 27 fermi e sequestro beni (VIDEO)

Operazione “Martingala”: smantellato il sistema di riciclaggio della ‘ndrangheta

REGGIO CALABRIA, 19 FEB 2018 – Si è tenuta oggi alla 11,00, la conferenza stampa relativa all’operazione “Martingala”, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Reggio Calabria e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Sono 27 le persone fermate, ritenute responsabili a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita, usura, frode fiscale, esercizio abusivo di attività finanziaria e reati fallimentari.

Le indagini hanno svelato un complesso sodalizio criminale con base a Bianco (RC) e ramificazioni in altre regioni italiane e all’estero, guidato da Antonio Scimone, il regista delle false fatturazioni e delle movimentazioni finanziarie occultate tramite società di comodo, insieme a Antonio Barbaro, Bruno Nirta e Giuseppe Nirta.

L’organizzazione utilizzava società “cartiere” in Italia e in diversi Paesi europei (Croazia, Slovenia, Austria, Romania), poi trasferite nel Regno Unito per sfuggire ai controlli, per mascherare trasferimenti di denaro e riciclare ingenti proventi illeciti. Il sistema ha permesso di fare transitare centinaia di migliaia di euro al mese, reinvestiti anche nel settore pubblico tramite appalti, joint venture e contratti di “nolo a freddo”.

Tra gli imprenditori coinvolti figurano Pietro Canale, amministratore della Canale Srl, e Antonino Mordà, entrambi accusati di riciclaggio e autoriciclaggio. Le indagini hanno evidenziato che le somme illecite venivano reimpiegate anche nell’usura e nell’esercizio abusivo del credito, spesso ai danni di imprenditori locali.

L’operazione ha portato al sequestro preventivo di 51 società, 19 immobili e disponibilità finanziarie per circa 100 milioni di euro, e alla denuncia di 46 persone.

Parallelamente, sotto la direzione della DDA di Firenze, sono stati eseguiti provvedimenti restrittivi e sequestri nel tessuto economico toscano per il riciclaggio dei proventi illeciti, con 14 arresti e il sequestro di 12 società, collegate al distretto conciario.

Le indagini hanno confermato la caratura criminale di Scimone, descritto come un riciclatore professionista al servizio dell’intera criminalità organizzata reggina, capace di creare canali sicuri per il reinvestimento dei proventi illeciti a beneficio di più cosche locali.

L’operazione ha visto il coinvolgimento di oltre 220 militari della Guardia di Finanza, unitamente a personale DIA proveniente da Milano, Padova, Roma, Catanzaro, Sicilia, Puglia e Campania.