Reggio Calabria – Un nuovo, duro colpo alla criminalità organizzata è stato inferto alle prime luci dell’alba di oggi grazie a una vasta operazione interforze che ha visto impegnate contemporaneamente Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Un’azione capillare e altamente simbolica che conferma l’attenzione costante dello Stato nel contrasto ai tentacoli della ’ndrangheta, ancora profondamente radicata nel tessuto economico e sociale del territorio.
L’operazione è finalizzata all’esecuzione di 48 provvedimenti di custodia cautelare, di cui 44 in carcere e 4 agli arresti domiciliari, emessi nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, trasferimento fraudolento di valori, procurata inosservanza di pena e porto illegale di armi. Tutti i reati contestati risultano aggravati dall’uso del metodo mafioso o dall’obiettivo di agevolare le attività della ’ndrangheta, elemento che conferisce particolare gravità all’intera vicenda giudiziaria.
Secondo quanto trapela dalle prime informazioni, l’indagine avrebbe ricostruito una fitta rete di relazioni criminali, fondate su intimidazioni, controllo del territorio e gestione illecita di attività economiche. Le accuse delineano un quadro allarmante, in cui le cosche avrebbero continuato a esercitare il proprio potere attraverso estorsioni sistematiche e intestazioni fittizie di beni, con l’intento di eludere i controlli e reinvestire capitali di provenienza illecita.
Parallelamente agli arresti, è in corso un imponente sequestro di beni per un valore complessivo stimato in circa 25 milioni di euro. L’azione patrimoniale, condotta congiuntamente da Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato di Reggio Calabria, rappresenta un passaggio cruciale nella strategia di contrasto alle mafie, colpendo direttamente il cuore economico delle organizzazioni criminali e privandole delle risorse necessarie alla loro sopravvivenza.
Numerose anche le perquisizioni effettuate nelle abitazioni e nei luoghi riconducibili agli indagati, a conferma della vastità dell’operazione e della complessità investigativa che l’ha preceduta. I dettagli dell’inchiesta, i nomi dei destinatari delle misure cautelari e l’articolazione delle accuse saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa ufficiale, prevista per le ore 11 presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
Un’operazione che, ancora una volta, ribadisce come la lotta alla criminalità organizzata passi non solo dagli arresti, ma anche dall’aggressione ai patrimoni illeciti e dal lavoro sinergico delle istituzioni
















