Partita di categoria “Amatori” nel carcere di Catanzaro (VIDEO)

Sport e rieducazione, al carcere di Catanzaro una partita che vale molto più di un risultato

Lo sport come strumento di inclusione, rieducazione e abbattimento delle distanze tra il carcere e la società civile: è questo il forte messaggio emerso dall’evento sportivo che si è svolto presso la Casa Circondariale di Catanzaro, nell’ambito delle attività trattamentali rivolte alle persone detenute.

Grazie all’accordo sottoscritto con il Comitato Regionale Calabria della Lega Nazionale Dilettanti, la squadra di calcio composta dai detenuti dell’Istituto è stata ufficialmente iscritta al campionato di calcio categoria “Amatori”, un traguardo che rappresenta molto più di una semplice partecipazione sportiva. Si tratta infatti di un progetto che punta al reinserimento sociale, alla responsabilizzazione individuale e alla promozione dei valori positivi dello sport.

La squadra, che si allena con costanza nel campo sportivo interno al carcere, è seguita con grande impegno da educatori, volontari e operatori, che credono fermamente nel valore educativo del calcio. Attraverso allenamenti e partite ufficiali, i detenuti hanno l’opportunità di confrontarsi con regole, tempi e dinamiche di gruppo, elementi fondamentali per un percorso di crescita personale.

Nel pomeriggio del 3 febbraio, alle ore 14:30, si è disputata la partita tra la squadra dell’Istituto e la Sider 2012, un incontro che ha rappresentato un momento di forte partecipazione e condivisione. La società ospite ha inoltre dimostrato grande sensibilità e spirito sportivo, annunciando la donazione di 20 completini sportivi alla squadra dei detenuti, gesto simbolico ma di grande valore umano.

A rendere ancora più significativa la giornata è stata la presenza del presidente del Comitato Regionale Calabria – Lega Nazionale Dilettanti, Saverio Mirarchi, che ha voluto testimoniare il sostegno del mondo sportivo a iniziative capaci di unire sport e funzione rieducativa della pena.

Durante l’evento, davanti alle telecamere di Calabria Magnifica, è intervenuta anche la direttrice della Casa Circondariale di Catanzaro, Angela Pravati, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «Per noi è fondamentale perché ci permette di accorciare le distanze e puntare i riflettori sulla realtà penitenziaria», ha dichiarato. La direttrice ha poi evidenziato il valore educativo per i detenuti: «È un’esperienza fondamentale perché li aiuta a confrontarsi con altre realtà e soprattutto ad abituarsi a rispettare i tempi e le regole del gioco, che diventano un esempio concreto di come inserirsi e socializzare in maniera adeguata».

Un evento che dimostra come il calcio possa diventare un potente strumento di crescita, dialogo e speranza, capace di trasformare il carcere in un luogo di opportunità e di costruzione di un futuro diverso.