L’ESPERTO RISPONDE
“Una società di recupero crediti mi chiede di pagare un vecchio finanziamento: come posso verificare che ne abbia davvero diritto?”
Domanda di Maria R., Reggio Calabria
Gentile Esperto,
ho ricevuto una richiesta di pagamento da parte di una società di recupero crediti che sostiene di aver acquistato un vecchio finanziamento che avevo acceso anni fa con una banca. Successivamente mi è stato notificato anche un decreto ingiuntivo.
Come posso sapere se questa società è realmente titolare del credito che mi viene richiesto? È sufficiente che affermi di aver acquistato il credito oppure deve dimostrarlo? E cosa posso fare se ho dubbi sulla documentazione prodotta?
Risponde l’Avv. Giacomo Corallini
La sua domanda è particolarmente attuale, perché sempre più spesso i crediti bancari vengono ceduti a società specializzate nel recupero dei cosiddetti crediti deteriorati (NPL).
Proprio su questo tema è intervenuto recentemente il Giudice di Pace di Reggio Calabria, con la sentenza n. 811/2026, che ha ribadito un principio fondamentale: chi agisce per il recupero di un credito deve dimostrare in modo rigoroso di esserne effettivamente titolare.
Nel caso esaminato dal giudice, una società cessionaria aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per il recupero di somme derivanti da un contratto di finanziamento originariamente stipulato con una banca. Tuttavia, nel successivo giudizio di opposizione, è emerso che la documentazione prodotta non consentiva di verificare con certezza che quello specifico credito fosse stato effettivamente trasferito alla società che ne chiedeva il pagamento.
Il punto centrale della decisione riguarda l’onere della prova.
Molte società producono in giudizio l’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 58 del Testo Unico Bancario. Tuttavia, secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, la sola pubblicazione dell’avviso non è sempre sufficiente se il debitore contesta la titolarità del credito.
Occorre infatti dimostrare in maniera chiara e documentata che il singolo rapporto oggetto della richiesta di pagamento rientri effettivamente tra quelli ceduti.
Nel caso deciso dal Giudice di Pace di Reggio Calabria, tale prova non è stata ritenuta adeguatamente fornita e ciò ha comportato la revoca integrale del decreto ingiuntivo, con conseguente condanna della società alle spese di giudizio.
Cosa deve fare il consumatore?
Quando si riceve una richiesta di pagamento o un decreto ingiuntivo da parte di una società di recupero crediti è opportuno verificare:
- chi sia l’effettivo titolare del credito;
- se esista una documentazione completa che dimostri il trasferimento del credito;
- se l’importo richiesto sia corretto;
- se il credito sia eventualmente prescritto.
È importante ricordare che la notifica di un decreto ingiuntivo non significa automaticamente che il debito debba essere pagato senza verifiche.
Un consiglio pratico
Se ricevete una richiesta di pagamento relativa a vecchi finanziamenti, carte di credito o prestiti ceduti a società terze, non effettuate versamenti senza prima aver verificato la documentazione.
Il decreto ingiuntivo può essere opposto entro 40 giorni dalla notifica: agire tempestivamente consente di far valere eventuali difese e di verificare la legittimità della pretesa avanzata.
La recente sentenza del Giudice di Pace di Reggio Calabria conferma che il consumatore ha diritto a pretendere una prova chiara, completa e puntuale del credito richiesto e che il rispetto delle regole probatorie rappresenta uno strumento essenziale di tutela nei confronti delle società che operano nel mercato dei crediti ceduti.














