Reggio Calabria, droga dalla Colombia alla Locride: 17 arresti

OPERAZIONE PRATI'
OPERAZIONE PRATI'

Reggio Calabria, operazione “Pratì”, maxi operazione antidroga della DDA e della Polizia di Stato: smantellate tre organizzazioni criminali tra traffico internazionale di cocaina e coltivazione di marijuana

REGGIO CALABRIA, 10 LUG 2025 Un’operazione di ampio respiro ha scosso la Locride e altre zone d’Italia: alle prime luci dell’alba, oltre 120 agenti della Polizia di Stato hanno eseguito 17 arresti in un blitz scattato contemporaneamente in Calabria (tra Platì e Siderno) e nelle città di Milano, Spoleto, Pavia e Voghera. Altri quattro indagati sono attualmente irreperibili e le ricerche sono state estese anche a livello internazionale tramite la rete ICAN e il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.

Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidata dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo, l’operazione – denominata “Pratì” – ha svelato l’esistenza di tre organizzazioni criminali, in parte sovrapposte, operanti nel narcotraffico internazionale e nella produzione di marijuana, con legami diretti con i cartelli del Sud America, in particolare con il temuto “Clan del Golfo” colombiano.

Dalla Colombia alla Calabria: la cocaina nascosta nei container

Le indagini hanno portato alla luce tentativi di importare fino a 300 kg di cocaina proveniente dalla Colombia e dall’Ecuador, per un potenziale giro d’affari da oltre 30 milioni di euro. La droga viaggiava nascosta in container a bordo di navi commerciali, con sistemi di occultamento sofisticati per sfuggire ai controlli doganali.

In un caso emblematico, un pacco spedito tramite un normale corriere espresso (totalmente estraneo ai fatti) conteneva 1 kg di cocaina purissima nascosta in chicchi di caffè. Il sequestro è avvenuto all’aeroporto di Ciampino, a Roma, grazie all’intervento della Squadra Mobile di Reggio Calabria.

Ruoli ben definiti e logistica internazionale

L’organizzazione si avvaleva di soggetti calabresi residenti stabilmente in Colombia, incaricati di seguire ogni fase della spedizione: dalle trattative con i narcos all’occultamento della merce, dalla predisposizione dei documenti di viaggio all’individuazione delle navi da utilizzare.

A finanziare le operazioni sarebbero stati esponenti della criminalità organizzata di Mammola, già noti nell’ambito dell’operazione “Malea” e ritenuti intranei alla cosca SCALI-ABBATE. Due figure di spicco – già raggiunte da misure cautelari – operavano rispettivamente come broker e intermediario con i narcos sudamericani.

Il terzo gruppo: piantagioni di marijuana tra competenze e tecnologia

Un intero filone dell’indagine riguarda la coltivazione intensiva di canapa indiana in territorio calabrese. Gli indagati del terzo gruppo avevano sviluppato competenze agronomiche e tecniche avanzate, dalla selezione dei semi alla gestione dell’irrigazione e dell’illuminazione artificiale, per ottimizzare la produzione e la qualità della marijuana da immettere sul mercato, sia all’ingrosso che al dettaglio.

Indagini ancora in corso

Nonostante gli arresti, l’inchiesta è ancora nella fase preliminare e gli inquirenti non escludono nuovi sviluppi. La Procura sottolinea che tutti gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Con l’operazione “Pratì”, la Procura e la Polizia di Stato infliggono un nuovo colpo a un sistema criminale ramificato, ben organizzato e con ambizioni internazionali, che continua a puntare sulla Calabria come crocevia strategico per i traffici illeciti globali.