Verde pubblico a Catanzaro, i consiglieri all’attacco: “La città in mano ai privati”

Verde pubblico a Catanzaro, i consiglieri all’attacco: “La città in mano ai privati”
Verde pubblico a Catanzaro, i consiglieri all’attacco: “La città in mano ai privati”

Riccio, Fiorita, Notarangelo: “Verde pubblico? Hanno vinto i privati”

A Catanzaro il verde pubblico continua a far discutere. Secondo i consiglieri comunali Eugenio Riccio, Libero Notarangelo e Nicola Fiorita, la gestione affidata ai privati si starebbe rivelando un fallimento, tanto da restituire l’immagine di una città “sporca, degradata e con un verde appassito e sbiadito”

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Nel mirino dei tre esponenti dell’opposizione c’è, innanzitutto, quello che definiscono un arretramento della politica rispetto ai propri compiti istituzionali. A far scattare la polemica, nei giorni scorsi, è stata una nota stampa diffusa da un rappresentante dell’ATI che gestisce il servizio di manutenzione del verde pubblico, intervenuto per replicare alle critiche mosse dai consiglieri. Un’iniziativa che, secondo Riccio, Fiorita e Notarangelo, avrebbe di fatto sostituito il ruolo dell’amministrazione comunale, avocando prerogative che spettano esclusivamente alle istituzioni.

Un passaggio che, per i consiglieri, certifica una resa agli interessi dei privati, in netto contrasto con le promesse annunciate dal sindaco Sergio Abramo al momento dell’affidamento del servizio. Allora, ricordano, il primo cittadino aveva garantito un miglioramento immediato e qualitativo del verde urbano, tale da avvicinare Catanzaro agli standard delle più moderne città europee. A sei mesi dalla consegna dei lavori, però, lo scenario appare ben diverso.

“Basta una passeggiata sul Lungomare”, sottolineano i consiglieri, “per rendersi conto che neppure l’ordinaria manutenzione viene effettuata secondo quanto previsto dal capitolato d’appalto”. Da qui la richiesta formale al sindaco di conoscere il cronoprogramma degli interventi migliorativi previsti per il primo anno e, soprattutto, di sapere chi sia il direttore dell’esecuzione del contratto incaricato di vigilare sull’operato delle ditte.

I consiglieri elencano poi una serie di interventi migliorativi contenuti nell’offerta tecnica che, a loro dire, risultano ancora disattesi: dalla riqualificazione di Villa Trieste all’abbellimento dell’Aranceto, passando per il quartiere Corvo, piazza Dogana, via Nazionale, le Calabro Lucane, viale Europa e la zona cimiteriale. Interventi che avrebbero dovuto garantire maggiore usufruibilità, sicurezza, compatibilità ambientale e accessibilità, anche per le persone con disabilità. 

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Le domande rivolte all’amministrazione sono dirette e senza sconti: chi controlla il rispetto del capitolato d’appalto? Perché la burocrazia comunale non vigila sull’effettiva realizzazione delle migliorie promesse?

 

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Infine, l’affondo politico. “Se per il sindaco e i suoi collaboratori è ancora piena estate, al punto da prolungare ferie e villeggiature – affermano – nel quartiere marinaro è già arrivato l’autunno”. Un riferimento alle condizioni del Lungomare, dove, denunciano, non cadono soltanto le foglie ma anche gli alberi, come documentato dalle foto allegate alla nota.

Una presa di posizione che riaccende il dibattito sulla gestione dei servizi pubblici e sul ruolo di controllo dell’amministrazione comunale, mentre la città attende risposte concrete e interventi visibili.