Straripò il torrente Beltrame, 13 morti: oggi il ricordo della notte che sconvolse Soverato
SOVERATO, 10 SETT 2017 – Un momento di raccoglimento e memoria ha segnato la giornata di oggi nei pressi della stele che ricorda le vittime della tragedia del camping “Le Giare”, una delle pagine più dolorose della storia recente della città. A distanza di anni, Soverato non dimentica le 13 persone che persero la vita nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000, travolte dallo straripamento del torrente Beltrame.
Quella notte fu segnata da un’alluvione devastante, causata da due giorni consecutivi di pioggia battente che ingrossarono improvvisamente il corso d’acqua. Il camping, situato proprio nel greto del torrente, si trasformò in una trappola mortale. Al suo interno soggiornavano circa cinquanta persone, tra operatori dell’Unitalsi di Catanzaro e persone con disabilità, riunite per un periodo di vacanza e assistenza.
L’esondazione arrivò all’improvviso, trascinando via strutture, tende e vite umane. Tredici i nomi che ancora oggi risuonano nella memoria collettiva: Ida Fabiano, Serafina Fabiano, Mario Boccalone, Raffaele Gabriele, Paola Lanfranco, Iolanda Mancuso, Giuseppina Marsico, Franca Morelli, Rosario Russo, Antonio Sicilia, Salvatore Simone, Concetta Zinzi e Vinicio Caliò, custode del camping, il cui corpo non è mai stato ritrovato.
Una tragedia che, con il tempo, ha trovato anche un riscontro giudiziario. La giustizia ha fatto il suo corso, portando alla condanna definitiva in Cassazione, con l’accusa di omicidio colposo, del proprietario del camping, di un funzionario dell’Agenzia del Territorio e di un funzionario della Regione Calabria. Sentenze che hanno ribadito come, oltre alla violenza della natura, vi furono gravi responsabilità umane.
La commemorazione odierna si è svolta alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, proprio accanto alla stele posata negli anni scorsi in ricordo delle vittime. Un momento solenne, carico di emozione, durante il quale è stato letto anche il messaggio del sindaco Sergio Abramo, che ha voluto ricordare uno per uno i nomi delle persone scomparse.
«Sono passati 17 anni, ma i vostri nomi restano sempre nei nostri cuori – ha dichiarato il primo cittadino –. Un destino crudele, causato dalla violenza della natura ma soprattutto dall’incuria dell’uomo, vi ha portati via. Una tragedia che poteva e doveva essere evitata, e che ha ferito per sempre la nostra città».
Parole che rinnovano un dolore mai sopito e che ribadiscono l’importanza della memoria, affinché tragedie simili non accadano mai più.

















