Equinozio di primavera: tra miti e leggende

Primavera
Primavera (fonte dialessandria)

È primavera! In realtà, meteorologicamente, sarebbe già iniziata il 1^ marzo e se si pensa che la primavera abbia inizio, per tradizione, il 21 marzo, si sbaglia. In realtà, da un po’ di anni la primavera astronomica anticipa al 20 marzo, quest’anno, per la precisione, sarà alle ore 22.58 italiane.

“Se l’Equinozio d’autunno segna l’inizio della metà oscura dell’anno, quello di primavera è l’esatto opposto. È  l’inizio della metà luminosa, quando le ore di luce superano le ore di buio. È il primo giorno della primavera, la stagione della rinascita, associata presso varie culture a concetti come fertilità, resurrezione, inizio. 
La storia è piena di tradizioni e miti legati alla primavera e molti di questi si basano sul concetto di sacrificio e successiva rinascita.”

Miti e leggende

Nel mondo latino, la dea della primavera era Flora. Il nome deriva dal latino flos, floris (‘fiore’). Era un’antica divinità che regolava lo sbocciare dei fiori ed è associata alla primavera giacché richiamava al risveglio primaverile ed a tutto ciò che sboccia: la gioventù, i sensi amorosi. Flora aveva un carattere allegro ed era maliziosa. Flora potrebbe, forse, derivare dalla divinità etrusca Feronia, ma era comunemente associata alla greca Chloris.

La più antica festa di Primavera risale a circa 4700 anni fa. Sham el Nessim, letteralmente «fiutare il vento». In Egitto segna l’inizio della primavera e cade il primo lunedì dopo la Pasqua copta. Durante il periodo dei Faraoni era legata all’agricoltura, ovviamente era legata a riti di fertilità successivamente inseriti dal Cristianesimo nei riti Pasquali. Secondo gli annali di Plutarco, gli antichi egizi offrivano pesce salato e verdure alle divinità. Ancora oggi la festa è celebrata seguendo l’antica simbologia: il giorno di Sham el Nessem le strade e i prati delle città egiziane si riempiono di gente  e di colori per respirare l’aria primaverile che, per antonomasia, rinforza chi la respira.

Anche i cibi consumati seguono per simbologia citata da Plutarco: le uova si confermano simbolo universale della rinascita e del Cosmo. L’usanza di appendere uova dipinte nei templi risale, in Egitto, all’epoca delle piramidi, ma ancora oggi uova riccamente dipinte sono appese nei templi come simbolo di rinascita della Vita e dell’Universo.

Anticamente le uova simboleggiavano la mitica Fenice che deponeva ed era al tempo stesso l’uovo cosmico. Secondo la leggenda, l’Uccello di fuoco prima di morire preparava un nido in forma d’uovo, poi si adagiava al centro lasciandosi incenerire dai raggi del sole. Dalle ceneri nasceva quindi l’uovo dal quale la Fenice riprendeva vita. La Fenice è la Vita stessa e, allo stesso tempo, è il Cosmo nel quale essa porta la Vita, per questo genera l’uovo dal quale nascerà, così come la Natura genera sé stessa all’infinito.

I Celti

In maggio i Celti festeggiavano Beltaine (“fuoco luminoso”), festa dedicata al dio della luce. I riti di questa allegra festa si svolgevano alla luce di grandi falò che era simbolo propiziatorio di fortuna e vita: giovani passavano sopra per la fortuna nella ricerca della sposa o dello sposo e i viaggiatori lo usavano per assicurare un viaggio sicuro. Rappresentava anche un rito per la fecondità della terra. I druidi eseguivano rituali affinché la terra desse i suoi frutti. L’Equinozio primaverile è denominato Alban Eiler (Luce della Terra), con riferimento al fatto che il Sole ora si trova al di sopra dell’Equatore celeste, la zona astronomica chiamata nelle antiche cosmologie “Terra Emersa”, contrapposta alle “Acque Inferiori”, cioè la zona al di sotto di tale fascia.

Se i pagani festeggiano Alban Eiler oppure Ostara, antica dea nordica dell’alba, della primavera e dell’amore equivalente alla dea scandinava Freya; i cattolici celebrano la Pasqua: in entrambe le festività sacre il tema centrale è la rigenerazione, il passaggio dal mondo sotterraneo (inverno, sono della coscienza collegato al letargo della flora e della fauna), al vero risveglio (quello della Natura e della spiritualità).

Nel cristianesimo

Nell’antico Occidente le antiche feste primaverili si sono fuse e confuse con le celebrazioni cristiane. Di alcune sono rimasti solo i nomi, altre invece ne hanno conservato simboli e riti. Ad esempio in Germania e Inghilterra le parole usate per indicare la Pasqua (Oster in tedesco ed Easter in inglese) sembrano derivare dal nome di un’antica divinità: Eostre, personificazione della Primavera.

Oltre il nome della festività ne sono stati anche assorbiti gli antichi simboli come il coniglio pasquale e le uova dipinte. Pare infatti che il coniglio o la lepre siano simbolo della Dea e che il giorno dell’equinozio le si offrissero uova di serpente dipinte. Secondo le fonti a nostra disposizione Eostre era una dea lunare, sposa di un dio solare che perì proprio qualche giorno prima dell’equinozio di Primavera. Tuttavia prima di morire il dio aveva fecondato Eostre con il suo seme e attraverso esso sarebbe ritornato alla Vita come figlio e sposo della dea.

Annamaria Gnisci

Fonte: https://libreriamo.it/news/primavera-miti-e-leggende-sul-primo-giorno-della-stagione-della-rinascita-4/