USB VV.F. Calabria: “Servono fatti tangibili per supplire alle carenze strutturali dei viadotti”

Crollo Ponte Morandi di Genova
Crollo Ponte Morandi di Genova

La denuncia dell’USB Vigili del Fuoco sulla sicurezza delle infrastrutture in Calabria: ponti, strade e prevenzione al centro di un’emergenza ignorata da anni

La vera grande opera di questo Paese consiste nel metterlo in sicurezza e, soprattutto in Italia, serve la Prevenzione, la Salvaguardia e la Sicurezza di ogni singolo cittadino. Sono anni e anni che l’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco denuncia questo status di altissimo degrado e menefreghismo delle politiche passate, riguardanti i temi della sicurezza in tutti i luoghi, sia all’aperto che al coperto.

In questo Paese si ragiona con la mente della produttività del guadagno e, per le menti capitaliste, manageriali, imprenditoriali e azioniste, investire sulla P.S.S. (Prevenzione – Salvaguardia – Sicurezza) vuol dire investire soldi propri senza intascare neanche un centesimo, senza alcun guadagno o tornaconto personale: solo uno spreco di denaro, secondo il loro modo di vedere. Infatti, anche nelle aziende e imprese, si sentono grandi capitalisti preoccuparsi non dei diritti e della sicurezza di ogni singolo cittadino, ma enfatizzare quotidianamente: «I vostri problemi e i vostri fantomatici diritti li dovete lasciare fuori da queste mura, perché anche oggi dobbiamo solo pensare a produrre per un grosso guadagno».

Detto ciò, nelle stanze sindacali dell’USB Calabria continuano ad arrivare lamentele da tutto il perimetro calabrese inerenti a strutture e strade non sicure, e ad altre che forse stanno ancora aspettando il via dal Messia. Fatta questa premessa, facciamo una prima denuncia sulle mille segnalazioni dei cittadini sul Ponte di Celico (Provincia di Cosenza), che a “dire” dell’Anas sarebbe tutto a posto. Se è tutto a posto lo diranno solo ed esclusivamente gli organi competenti dello Stato: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, unico ente autorizzato a visionare e vigilare sulla sicurezza di tutti i luoghi. Non una S.p.A. privata, ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Inoltre, il Ponte di Celico non ha subito alcuna ristrutturazione idonea in cemento armato per eliminare l’avvallamento e le anomalie che lo rendono vulnerabile, avvallamento che persiste tutt’oggi. È stato effettuato solo un alleggerimento della struttura, con limite di percorrenza fissato a 30 km/h. Esistono centraline di controllo con semafori, ma è possibile che il segnale di pericolo scatti dopo il passaggio dei veicoli, rendendo inutile la prevenzione. Questo è chiamare sicurezza per Anas S.p.A.?

Nel Crotonese c’è il Ponte di Neto, con segni evidenti di cedimento, abbassamento e avvallamento centrale, dovuti anche a concessioni per scavare sabbia sotto i piloni. Sulla Statale 106, nota come la strada delle “morti”, si continua a viaggiare su un’arteria non a norma di sicurezza, nonostante bandi annunciati e mai concretizzati. A Catanzaro, l’ex Ponte Morandi, oggi Viadotto Bisantis, ha visto partire lavori solo parziali, mentre altre parti non rassicurano. Nel Reggino, il ponte di Sant’Anna presenta pilastri usurati con acciaio ossidato a vista.

L’elenco della non sicurezza in Calabria è lungo. Siamo quasi nel 2019, la tecnologia ha fatto passi da gigante e non sono più tollerabili catastrofi evitabili con una vera attività di Prevenzione, quella che i governi hanno sistematicamente tagliato. È tempo di investire seriamente sulla P.S.S., perché il cittadino paga tasse e muore su strade insicure.

Infine, l’USB Vigili del Fuoco è in attesa di una convocazione con i vertici del Ministero dell’Interno per affrontare il tema del soccorso tecnico, della sicurezza della ricostruzione e della riforma della Protezione Civile, basata su Prevenzione, Salvaguardia e Sicurezza, come già proposto con un nuovo DDL.

Per concludere, ricordiamo che il cemento armato, esposto ad agenti atmosferici e inquinamento, è soggetto a usura. La carbonatazione, causata dall’anidride carbonica, è uno dei fenomeni più deleteri per queste strutture. Prevenire è il nostro mestiere, oltre che un dovere.