Wanda Ferro: Consiglio Stato boccia Oliverio su invalidità

Wanda Ferro
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Wanda Ferro commenta la sentenza del Consiglio di Stato che respinge il ricorso di Oliverio e conferma il protocollo Inps-Commissario alla Sanità per semplificare il riconoscimento dell’invalidità civile

Il Consiglio di Stato ha dichiarato infondata l’opposizione presentata dal presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, contro il protocollo stipulato tra l’Inps e il Commissario alla Sanità. L’accordo, finalizzato a semplificare le procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile, mira a ridurre tempi e costi sia per i cittadini sia per il sistema sanitario regionale.

A commentare la decisione è stata Wanda Ferro, consigliere regionale del Gruppo Misto, che aveva criticato la scelta di Oliverio di ricorrere alla giustizia amministrativa: “Il protocollo prevede un accertamento più efficace dell’invalidità a favore dei cittadini più svantaggiati e riduce i passaggi burocratici superflui. Avevamo ragione a denunciare il tentativo del presidente Oliverio di bloccare l’accordo, ostacolando iniziative dirette a semplificare procedure amministrative e a ridurre le inefficienze storiche”.

Secondo Ferro, la semplificazione prevista dall’accordo consentirà anche di evitare duplicazioni tra uffici delle Aziende sanitarie e dell’Inps, accelerando iter che oggi possono superare i quattro mesi, e di garantire che le risorse destinate agli invalidi siano effettivamente erogate a chi ne ha diritto. Inoltre, il trasferimento di molte competenze dalle aziende sanitarie all’Inps porterà un risparmio significativo per la Regione sul costo del personale.

Il Consiglio di Stato, sottolineando il “consistente risparmio economico al Servizio sanitario regionale”, ha giudicato del tutto infondato il ricorso della Regione, confermando così la validità del protocollo. Ferro ha definito il verdetto un “flop clamoroso” e ha criticato Oliverio per aver ostacolato, secondo lei, interventi concreti di rinnovamento amministrativo e di trasparenza.

L’accordo rappresenta dunque un passo verso la semplificazione delle procedure di accertamento dell’invalidità e una possibile riduzione dei casi di gestione clientelare o di indebita percezione delle risorse da parte dei cosiddetti “falsi invalidi”.