All’UniCal incontro sulle scuole contro le mafie tra Brancaccio e Rosarno

All’UniCal incontro sulle scuole contro le mafie tra Brancaccio e Rosarno
All’UniCal incontro sulle scuole contro le mafie tra Brancaccio e Rosarno

All’Università della Calabria seminario dedicato al ruolo delle scuole contro le mafie, con il confronto tra le esperienze educative di Brancaccio a Palermo e Rosarno (Reggio Calabria). Docenti, dirigenti scolastici e studenti discuteranno il valore della scuola come presidio di legalità, cittadinanza attiva e resistenza culturale alla criminalità organizzata

Le scuole contro le mafie diventano il tema centrale dell’incontro in programma domani, martedì 10 marzo alle ore 11, nell’Aula Solano dell’Università della Calabria, a Rende (Cosenza). L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES), riunirà docenti, studenti e operatori della scuola per riflettere sul ruolo dell’educazione nei territori segnati da fragilità sociali e dalla presenza della criminalità organizzata.

L’appuntamento, inserito nelle attività accademiche dedicate alla Pedagogia dell’Antimafia, mette a confronto due realtà simboliche del Mezzogiorno: il quartiere Brancaccio di Palermo, legato alla memoria e all’impegno civile di don Pino Puglisi, e la città di Rosarno (Reggio Calabria), contesto complesso della Calabria contemporanea, dove la scuola rappresenta spesso uno dei principali punti di riferimento per la comunità.

Ad aprire il seminario saranno i saluti istituzionali della direttrice del DiCES, Maria Mirabelli, e del delegato del rettore per la formazione degli insegnanti e l’innovazione didattica dell’Università della Calabria, Peppino Sapia. L’introduzione ai temi della giornata sarà affidata alla docente di Pedagogia sociale Simona Perfetti, che proporrà una riflessione sul valore della scuola come luogo di democrazia, capace di contrastare fenomeni di marginalità e di promuovere una cultura della legalità.

Il cuore dell’incontro sarà rappresentato dalle testimonianze dirette dei dirigenti scolastici Matteo Croce, alla guida del Liceo “Danilo Dolci” di Brancaccio, e Mariarosaria Russo, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Piria” di Rosarno. Attraverso i loro interventi verranno raccontate esperienze concrete di educazione alla cittadinanza, progetti di inclusione sociale e percorsi scolastici che mirano a costruire nei giovani una consapevolezza critica capace di opporsi alle culture mafiose.

Le conclusioni saranno affidate alla docente di Psicologia dello sviluppo Angela Costabile, referente del corso di studi in Scienze e tecniche psicologiche dell’Università della Calabria, mentre a moderare il dibattito sarà Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia e promotore dell’iniziativa.

L’incontro rappresenta un momento di dialogo tra università, scuola e società civile, con l’obiettivo di mettere in rete esperienze educative che quotidianamente operano in contesti difficili. Le scuole, infatti, vengono sempre più riconosciute come veri presìdi democratici, luoghi nei quali si costruiscono percorsi di cittadinanza attiva e strumenti culturali fondamentali per contrastare l’influenza delle organizzazioni criminali.

Attraverso il racconto delle realtà di Brancaccio e Rosarno, il seminario intende evidenziare come l’educazione possa diventare una vera infrastruttura civile dei territori, capace di generare comunità educanti e di offrire alle nuove generazioni strumenti per scegliere percorsi di legalità e partecipazione sociale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di ricerca e impegno pubblico che l’Università della Calabria porta avanti da anni sui temi dell’educazione alla legalità e della pedagogia dell’antimafia, con l’obiettivo di rafforzare una nuova coscienza civica nel Mezzogiorno. Il seminario è rivolto in particolare agli studenti dell’ateneo, chiamati a confrontarsi sul valore dell’istruzione come primo e più efficace antidoto contro le mafie.