“Chiedimi se sono felice” a Catanzaro: studenti al centro del cambiamento

“Chiedimi se sono felice” a Catanzaro: studenti al centro del cambiamento
“Chiedimi se sono felice” a Catanzaro: studenti al centro del cambiamento

Il progetto “Chiedimi se sono felice” fa tappa a Catanzaro il 9 gennaio e coinvolge migliaia di studenti calabresi in un percorso su bullismo, cyberbullismo e violenza di genere attraverso testimonianze, confronto e formazione

“Chiedimi se sono felice” arriva a Catanzaro e porta con sé un messaggio chiaro: trasformare le fragilità in consapevolezza e le esperienze di dolore in strumenti di crescita collettiva. Il 9 gennaio, all’interno dell’I.T.T.S. “E. Scalfaro”, prende forma una nuova tappa di un progetto scolastico che coinvolge complessivamente oltre 10mila studenti calabresi, ponendo al centro il dialogo diretto con i giovani.

Il cuore di “Chiedimi se sono felice” è il confronto su tre temi cruciali e attualissimi: bullismo, cyberbullismo e violenza di genere. Questioni che attraversano il quotidiano degli adolescenti e che verranno affrontate attraverso incontri, dibattiti e testimonianze, con l’obiettivo di fornire strumenti di lettura, prevenzione e reazione.

La mattinata, che prenderà il via dalle 9.30, sarà scandita da numerosi interventi istituzionali e professionali, creando un ponte tra il mondo della scuola, quello della giustizia, della sicurezza, della sanità e del supporto psicologico. Un approccio multidisciplinare pensato per offrire agli studenti una visione ampia e concreta delle conseguenze sociali, legali ed emotive dei fenomeni affrontati.

Elemento centrale dell’iniziativa saranno le storie personali, capaci di parlare direttamente ai ragazzi. Sul palco, voci che hanno conosciuto la discriminazione, l’odio online e la violenza, ma che oggi rappresentano esempi di resilienza e forza: esperienze di vita che trasformano le vittime in protagonisti, restituendo dignità e senso alla parola “felicità”. Le testimonianze si intrecceranno con riflessioni psicologiche e sociali, offrendo uno spazio autentico di ascolto e identificazione.

Accanto ai momenti di riflessione, non mancheranno intermezzi artistici, come l’esibizione del corpo di danza della Sismo, a sottolineare come anche il linguaggio del corpo e dell’arte possa diventare veicolo di inclusione e messaggio sociale. L’evento sarà reso accessibile grazie alla presenza dell’interprete Lis, garantendo la partecipazione di tutti.