Giorno della Memoria, una doppia lezione a Lamezia Terme

Giorno della Memoria, una doppia lezione a Lamezia Terme
Giorno della Memoria, una doppia lezione a Lamezia Terme

Nel Giorno della Memoria, a Lamezia Terme (provincia di Catanzaro), studenti e istituzioni si confrontano su Shoà, attualità e responsabilità civile: scuola e Comune insieme per educare al rispetto e alla libertà

Il Giorno della Memoria a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, si è trasformato in una doppia lezione di storia e attualità, capace di coinvolgere studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni in un confronto diretto e partecipato. Più che una semplice commemorazione, l’iniziativa promossa dal Comune, in collaborazione con l’istituto comprensivo cittadino e i volontari del Servizio Civile, ha offerto uno spazio di dialogo autentico sul passato e sul presente.

Protagonisti dell’incontro sono stati gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado degli istituti Pascoli e Contestabile, che hanno posto domande e condiviso riflessioni su razzismo, guerre e diritti umani. A guidare il dibattito, due voci autorevoli: Giulio Disegni, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e Eulalia Micheli, assessore regionale all’Istruzione.

A moderare l’incontro è stata l’assessore comunale all’Istruzione Angela Crea, che ha sottolineato «l’importanza della continuità con cui la nostra Amministrazione Comunale in questi 5 anni ha voluto stimolare, con la preziosa sinergia attivata con le comunità scolastiche, con un approccio civile e pedagogico, il ricordo del passato tragico, ma anche la consapevolezza del presente turbolento, nel Giorno della Memoria». I saluti istituzionali sono stati affidati all’assessore alla Legalità Massimo Grimaldi e alla dirigente scolastica Maria Concetta Muscolino, dell’Istituto comprensivo Sofia Alessio–Contestabile–Monteleone–Pascoli.

Grimaldi ha richiamato l’attenzione sui fenomeni contemporanei di odio, evidenziando come «ancora oggi non manchino rigurgiti di antisemitismo in politica e sui social, di fronte ai quali dobbiamo essere fermi nella condanna e avvisare i più giovani che tali manifestazioni che offendono il popolo ebraico vanno censurate». La dirigente Muscolino ha invece valorizzato il ruolo delle istituzioni presenti, ringraziando Polizia e Carabinieri e rimarcando «la proficua collaborazione che la scuola attiva con le forze sane del territorio, che i ragazzi devono prendere come modello per sentirsi parte di una comunità che crede e difende lo Stato».

Particolarmente intensa la testimonianza di Roque Pugliese, delegato per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli, che ha parlato anche da medico: «I medici che si misero al servizio della propaganda nazi fascista – ha detto – fecero cose orribili, esperimenti che portavano alla morte con lo scopo di negare la verità, ovvero che le razze non esistono, che la diversità genetica è una ricchezza ed è la base per l’uguaglianza».

Il confronto ha permesso di intrecciare memoria storica e responsabilità presente, con gli studenti che hanno espresso un netto rifiuto di ogni forma di guerra. Da qui l’intervento dell’assessore regionale Micheli, che ha ribadito «il ruolo centrale che anche la scuola della regione ha nell’educare al rispetto e alla libertà contro ogni forma di razzismo, in una Terra come la Calabria che rimane una Terra di accoglienza perché il nostro popolo conosce la fatica».

È toccato a Giulio Disegni entrare nel cuore del significato del Giorno della Memoria, ricostruendo il contesto storico: «Erroneamente si ritiene che fu Mussolini a copiare Hitler ma in realtà l’Italia sin dal 1938, attraverso le leggi raziali, e nel 1940 con i campi di concentramento sostanziò una stagione di persecuzione dei diritti che fu premessa alla Shoà, tragedia che rimane senza perdono proprio perché quello sterminio non è possibile trattarlo come altre persecuzioni che pure gli ebrei hanno subito nel passato». Rispondendo alle domande dei ragazzi, Disegni ha ricordato «l’importanza che ancora oggi hanno i racconti nelle scuole che fanno gli 8 italiani sopravvissuti ai campi di sterminio» e ha affrontato il tema del conflitto in Medio Oriente «come conseguenza della strage e dei rapimenti fatti da Hamas nel 2023 e dello storico rifiuto che gli arabi hanno opposto sin dal 1948 alla nascita dello Stato d’Israele, fermo restando che non tutto quello che fa l’attuale governo oggi è giusto e condivisibile».

A chiudere l’incontro è stato il sindaco Roy Biasi, che ha ringraziato «la scuola e i relatori intervenuti per la qualità della doppia lezione di storia e di educazione civica che ci hanno offerto» e ha lanciato un messaggio diretto agli studenti: «L’altra faccia dell’odio è l’indifferenza, la stessa che portò a non vedere per tempo l’orrore verso cui l’Europa stava andando prima della Shoà – ha detto il sindaco – ecco perché quella storia tragica vi deve insegnare a non girarvi mai dall’altro lato quando assistete a un sopruso, trovando il coraggio sempre di schierarvi contro chi vuole prevaricare e stare con lo Stato contro chi minaccia i diritti e la libertà».