Scuola, stangata d’autunno: spese alle stelle e boom di prestiti
Il ritorno tra i banchi di scuola, in Calabria come nel resto d’Italia, porta con sé non solo emozioni e aspettative, ma anche un peso sempre più gravoso sui bilanci familiari. Quest’anno la spesa media per libri, zaini, materiale didattico, abbigliamento e abbonamenti ha superato quota 1.300 euro per studente, con un incremento del 15% rispetto al 2023. LEGGI ANCHE: Back to school con il Materasso Saturno: qualità Memory a metà prezzo
Un aumento che mette a dura prova molte famiglie, costrette a fare i conti con un “caro scuola” che sembra non arrestarsi. Il suono della prima campanella, dunque, per tanti genitori si accompagna a preoccupazioni più concrete che emotive.
Il ricorso ai prestiti personali
Il fenomeno calabrese riflette una tendenza nazionale in crescita: sempre più italiani si affidano a prestiti personali per coprire le spese legate all’istruzione. Secondo i dati di Facile.it e Prestiti.it, nell’ultimo anno sono stati erogati oltre 370 milioni di euro in finanziamenti destinati a scuola, università e formazione. Un dato in aumento del 15% rispetto all’anno precedente.
La somma media richiesta si attesta a 6.916 euro, in crescita del 3%. A rivolgersi agli istituti di credito sono in media persone di 38 anni e mezzo, ma a colpire è un altro aspetto: una richiesta su tre arriva da giovani under 30, segno di una precarietà che non risparmia neppure i più giovani e che apre scenari preoccupanti per il futuro.
Un campanello d’allarme sociale
La situazione pone interrogativi non solo economici, ma anche sociali. Il rischio è che il diritto allo studio venga messo in discussione dalle difficoltà economiche delle famiglie. Se da un lato la scuola rappresenta speranza, crescita e futuro, dall’altro l’aumento dei costi rischia di trasformare il ritorno in classe in un lusso che non tutti possono permettersi.


















