Gettonopoli a Catanzaro: Consiglio Comunale tra tensioni e surrughe (VIDEO)

CATANZARO, 12 FEBB 2020 – Maschere, sciarpe giallorosse e nasi da clown. Così i cittadini catanzaresi hanno accolto, dentro e fuori l’aula Ferrara del Palazzo della Provincia, la tanto attesa seduta del Consiglio comunale di Catanzaro, segnata dalle surroghe dei consiglieri dimissionari e dalle polemiche legate a Gettonopoli, trasformandosi in un pomeriggio denso di tensioni, interventi appassionati e momenti di forte partecipazione popolare. LEGGI ANCHE: Convocato Consiglio Comunale in seduta urgente per il 12 febbraio

Il civico consesso non si riuniva da settimane, e nel frattempo la città era stata scossa dalle inchieste giudiziarie legate a “Gettonopoli”. Una ferita ancora aperta che ha spinto molti cittadini – organizzatisi sui social – a scendere in piazza con simboli ironici ma eloquenti: i nasi da clown, per denunciare quella che definiscono una politica cittadina “fuori dal senso comune”.

Proteste in aula e Codacons in prima fila

La protesta, inizialmente confinata all’esterno, è presto salita in aula. Tra i manifestanti anche Francesco Di Lieto, presidente del Codacons, che non ha risparmiato parole dure: “Non ce l’abbiamo con il dito che indica la melma, ma con chi si è reso protagonista di fatti inaccettabili. Il Consiglio comunale più indagato d’Italia dovrebbe costituirsi parte civile contro se stesso”.

Un’affermazione che riassume il clima di indignazione palpabile nel pubblico, composto non solo da curiosi ma da cittadini intenzionati a far sentire la propria voce.

Le surroghe e i volti nuovi dell’aula

Nonostante le contestazioni, i lavori sono andati avanti. L’assemblea ha provveduto alle surroghe dei consiglieri dimissionari, accogliendo in aula i nuovi eletti: Vincenzo De Sarro, Nunzio Belcaro, Maurizio Mottola D’Amato, Raffaella Sestito e Giuliano Renda.
Il presidente del Consiglio Marco Polimeni ha voluto aprire la seduta con l’Inno d’Italia, per poi affrontare, a viso aperto, le critiche degli ultimi mesi: “Non ho difficoltà a chiedere scusa a chi non si è sentito rappresentato dal mio agire. Ma ho difeso i valori costituzionali della città. Se tornassi indietro, lo rifarei”.

Polimeni ha poi annunciato alcune misure per rilanciare la trasparenza: l’introduzione del badge per la presenza in aula, il gettone maturato solo dopo metà seduta e l’accelerazione delle videoriprese delle commissioni.

Abramo: “Non mi dimetto. Ho provato imbarazzo, ma resto al mio posto”

Momento centrale della seduta è stato l’intervento del sindaco Sergio Abramo, che ha parlato con tono deciso ma a tratti commosso. “Non è facile rimanere al proprio posto dopo le offese subite da questa città – ha detto – ma il mio posto è qui, alla guida di Catanzaro. Non ci si dimette per un avviso di garanzia”.

Il sindaco ha poi difeso l’operato della sua amministrazione e annunciato la querela nei confronti della senatrice Bianca Laura Granato, da lui accusata di aver “sfruttato la vicenda per ottenere visibilità”.

Abramo ha inoltre ricordato i risultati raggiunti e sottolineato come Catanzaro sia “una delle poche città calabresi con i conti in ordine”. Tuttavia, il clima si è acceso quando alcuni cittadini hanno contestato ad alta voce le sue parole.

Un’aula divisa ma emotivamente coinvolta

Tra gli interventi più accorati quello del consigliere Giovanni Merante, che si è commosso ricordando il peso delle accuse subite: “Non mi vergogno dei 29 euro di cui mi si accusa. Mi vergogno che mio figlio, a scuola, sia stato chiamato ‘il figlio di quello arrestato’”.
Un momento toccante che ha strappato applausi e qualche lacrima anche tra i banchi.

Non sono mancate, poi, frecciate politiche e apprezzamenti trasversali: Eugenio Riccio ha attaccato il Movimento 5 Stelle definendolo “la vera casta”, mentre Luigi Levato ha ironizzato sulla “transumanza politica”. Fabio Talarico ha auspicato “un rilancio vero e responsabile”, riconoscendo la correttezza dell’opposizione di Nicola Fiorita.

Il caso Brutto e l’esito del voto

A chiudere la seduta, il voto sulla posizione del consigliere Tommaso Brutto, chiamato a giustificare la propria assenza prolungata. Dopo la lettura delle motivazioni mediche, il Consiglio si è espresso con 23 voti contrari alla decadenza, due favorevoli e due schede bianche. Brutto resta quindi in carica.

Alle 15.41, dopo oltre quattro ore di discussione, il presidente Polimeni ha dichiarato conclusa la seduta.

Gettonopoli: un Consiglio comunale sotto osservazione

La giornata si chiude così: tra applausi, tensioni e un sentimento diffuso di sfiducia ma anche di speranza. I cittadini, con i loro nasi rossi, hanno ricordato alla politica locale che la città osserva, giudica e chiede trasparenza.

Un Consiglio comunale che, tra vecchie accuse e nuovi volti, dovrà ora dimostrare di essere capace di ritrovare credibilità.

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I nuovi neo consiglieri

Sono cinque i nuovi neo consiglieri che, con surroga, subentrano ai dimissionari.

Vincenzo De Sarro subentra a Nicola Fiorita.
De Sarro è stato candidato con la lista “Insieme per Fiorita“.
La surroga messa ai voti, ne ottiene 21 favorevoli.

Nunzio Belcaro subentra a Gianmichele Bosco.
La sua surroga ottiene 22 voti favorevoli.
Belcaro è candidato con la lista “Cambiavento”. Questa è la sua prima volta in Consiglio Comunale.

Maurizio Mottola D’Amato subentra a Roberto Guerriero.
Entra in Consiglio Comunale con 23 voti favorevoli.
Il neo consigliere è candidato con la lista “Socialisti e Democratici“.

Raffaella Sestito subentra a Libero Notarangelo.
Candidata nella lista “Svolta democratica“, entra in Consiglio Comunale con 24 voti a suo favore.

E infine, Giulio Renda subentra a Fabio Celia.
Renda candidato nella lista “Fare per Catanzaro“, torna in Consiglio Comunale con 24 voti favorevoli.

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