La Calabria del vino rinasce a Vinitaly 2025: oltre 90 cantine calabresi e un futuro di qualità, giovani imprenditori e sostenibilità al centro della riscoperta enologica regionale
La Calabria del vino sta vivendo un momento di grande rinascita, una ripartenza che affonda le radici nella sua storia millenaria. A dimostrarlo è la grande partecipazione alla Fiera internazionale del vino, Vinitaly 2025, che ha visto l’ingresso di oltre 90 cantine calabresi sotto il marchio “Calabria Straordinaria”. La manifestazione, che ha aperto i battenti a Verona, non è solo un punto di incontro per gli operatori del settore, ma anche un’occasione di visibilità e crescita per una regione che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama vinicolo internazionale.
L’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, ha commentato con entusiasmo la partecipazione della Calabria, sottolineando come l’evento coincida con un periodo di grande interesse da parte del mercato estero, in particolare degli Stati Uniti, nonostante le recenti tensioni commerciali sui dazi. «Con oltre 3.000 operatori americani presenti, è evidente che l’economia degli Stati Uniti guarda con interesse alla nostra regione e al nostro vino», ha affermato Gallo.
La crescita della presenza calabrese a Vinitaly: una sfida vinta
La Regione Calabria ha fatto un significativo salto di qualità nella sua partecipazione a Vinitaly, passando da uno spazio iniziale di 400 metri quadrati nel 2020 a un imponente stand di 1.800 metri quadrati. Un traguardo che, secondo Gallo, riflette la crescente forza del movimento vitivinicolo calabrese, caratterizzato da un continuo investimento in qualità e innovazione. «Abbiamo fatto un passo in avanti notevole, tanto che oggi possiamo dire di aver superato la Liguria e la Valle d’Aosta in termini di presenza», ha scherzato l’assessore, mettendo in luce i progressi del settore.
Il segreto di questo successo? La continua evoluzione del vino calabrese, che oggi si distingue per la sua straordinaria biodiversità, frutto di tecnologie avanzate e di un lavoro appassionato e competente. E non è solo un discorso di tradizione, ma anche di cambiamento, con un forte coinvolgimento dei giovani imprenditori e delle donne nel mondo del vino. «Abbiamo assistito a un trapasso generazionale molto ben gestito, con tanti giovani che guidano le nostre cantine, portando con sé nuove idee e una visione ambiziosa per il futuro», ha spiegato Gallo.
Un movimento sostenuto dalle istituzioni
Il supporto da parte delle istituzioni regionali è fondamentale per garantire la crescita del settore. Gallo ha sottolineato come la Regione stia lavorando in sinergia con il governo nazionale e con il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per rafforzare il Made in Italy e promuovere l’export. «Le parole del Ministro Lollobrigida sono un riconoscimento al nostro impegno, ma anche un incoraggiamento a fare ancora di più. I numeri parlano chiaro: il nostro export è in crescita, e questo è solo l’inizio», ha aggiunto Gallo.
Il ritorno alle origini: Sibari e Cirò, terre del vino
Il legame tra la Calabria e la viticoltura è profondo e affonda le radici nella sua storia. Le terre di Sibari e Cirò sono da sempre il cuore pulsante della tradizione vinicola calabrese, luoghi dove il vino è stato coltivato e celebrato per millenni. «La Calabria è stata per molto tempo dimentica della sua tradizione vinicola. Ora è il momento di tornare alle origini, riscoprendo l’ambizione della qualità e facendo emergere la superiorità dei nostri vitigni», ha dichiarato l’assessore.
Il panorama vinicolo calabrese ha visto negli ultimi anni un’esplosione di nuovi produttori che, con grande passione e innovazione, stanno riportando in auge varietà locali come il Gaglioppo, il Greco di Bianco e il Magliocco, recuperando e valorizzando la biodiversità unica di queste terre. Grazie a un mix di tradizione e modernità, oggi la Calabria è pronta a raccontare al mondo una storia di successo che non ha nulla da invidiare ad altre regioni vinicole più note.
Un futuro brillante per il vino calabrese
I numeri del settore vitivinicolo calabrese sono in continua crescita. Con 16 milioni di bottiglie prodotte ogni anno e una solida rete di cantine che lavorano in sintonia, la Calabria si prepara a consolidare il suo posto nel mercato internazionale. La scommessa sulla qualità, la biodiversità e l’innovazione sembra essere vinta, e le cantine calabresi sono pronte a sfidare il mercato globale con vini che raccontano una terra ricca di storia, passione e bellezza.
La Calabria del vino, dunque, è più viva che mai. E, mentre il futuro si presenta ricco di opportunità, i produttori calabresi continuano a lavorare con determinazione per offrire al mondo il meglio delle loro terre. Dove tutto è cominciato, oggi si sta scrivendo un nuovo capitolo di una storia che ha ancora tanto da raccontare.
LEGGI ANCHE: La Calabria e il suo vino autentico in vetrina alla Slow Wine Fair

















