A Catanzaro nasce “Dolci (c)reati”: il carcere come laboratorio di reinserimento sociale
CATANZARO, 10 GEN 2020 – Nella mattinata di oggi, la Casa Circondariale di Catanzaro ha ospitato la presentazione del libro di ricette Dolci (c)reati, realizzato dal detenuto Francesco Fabio Valenti e pubblicato dalla casa editrice Città del Sole Edizioni. L’evento si è svolto nella sala teatro dell’istituto, alla presenza del Garante nazionale per i diritti dei detenuti, Mauro Palma, e in collaborazione con le Camere Penali di Catanzaro.
Durante il suo intervento, Mauro Palma ha sottolineato come l’esecuzione della pena debba avvicinarsi il più possibile alla vita all’esterno, affinché il reinserimento dei detenuti possa avvenire in modo positivo. “Iniziative come questa valorizzano ciò che in carcere si fa e creano connessioni tra chi è dentro e chi propone progetti dal territorio, contribuendo a un percorso di reinserimento sociale”, ha dichiarato Palma, ricordando al contempo le criticità del sistema carcerario italiano, dall’affollamento alla necessità di valorizzare il personale.
La direttrice della Casa Circondariale di Catanzaro, Angela Paravati, ha evidenziato il percorso che ha portato alla realizzazione del libro: “Questa iniziativa corona il lavoro svolto dai detenuti all’interno del laboratorio di pasticceria. Francesco Fabio Valenti, in particolare, ha trasformato la sua esperienza in carcere in un’opera creativa, diventando un esperto pasticcere e collegando ogni ricetta a un articolo del codice penale in chiave ironica, trasformando così la propria storia in qualcosa di positivo”.
La curatrice del libro, la dottoressa Ilaria Tirinato, ha spiegato come l’idea sia nata all’interno del laboratorio di scrittura e lettura condotto insieme al professor Nicola Siciliani De Cumis: “Fabio ci ha mostrato le sue ricette sparse, accompagnate da disegni, e ha espresso il desiderio di raccoglierle in un unico volume. L’accostamento di ogni dolce a un reato del codice penale è stato un espediente ironico per alleggerire e reinterpretare l’esperienza della detenzione”.
Non sono mancati i momenti di sfida nella realizzazione del libro: fotografie delle ricette, autorizzazioni particolari e la collaborazione con personaggi di rilievo, come il pasticcere Luca Montersino, autore della prefazione. La postfazione è stata affidata al professor De Cumis, che ha guidato i partecipanti del laboratorio non solo nella scrittura, ma anche nella vita.
Un elemento simbolico emerge anche nella copertina del libro: due bambole, Dolcino e Dolcetta, realizzate dai detenuti Antimo e Agostino attraverso un laboratorio di sartoria, rappresentano la collaborazione tra tutti i partecipanti e il valore della condivisione.
“Dolci (c)reati è un esempio concreto di applicazione dell’articolo 27 della Costituzione, che riconosce l’importanza della rieducazione e della riabilitazione dei detenuti”, ha concluso Tirinato, sottolineando come la creatività e l’educazione possano diventare strumenti di rinascita anche in un contesto di detenzione.

















