Atto intimidatorio a Vibo Valentia: reazione corale delle istituzioni per Iannello

Comune di Vibo Valentia
Comune di Vibo Valentia

Dopo i colpi d’arma da fuoco contro l’auto del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, da Regione, Comuni, Parlamento e forze sociali arriva una condanna unanime nel nome di legalità, democrazia e sicurezza degli amministratori

L’atto intimidatorio avvenuto a Vibo Valentia, con colpi di pistola esplosi contro l’auto e il garage del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, ha provocato una reazione immediata e trasversale da parte delle istituzioni e della politica calabrese, che hanno letto l’episodio come un attacco diretto alla democrazia e al libero esercizio delle funzioni pubbliche.

Il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita ha parlato di un gesto “grave e vile”, sottolineando come simili atti non colpiscano solo una persona ma l’intera comunità, ribadendo che i valori di legalità, convivenza civile e rispetto delle istituzioni non possono essere messi in discussione. Sulla stessa linea il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha espresso sconcerto per l’intimidazione, evidenziando come episodi di questa natura feriscano non solo il singolo amministratore ma l’intera città di Vibo Valentia e le istituzioni democratiche che rappresenta.

Dal livello comunale a quello regionale, il messaggio resta netto. La vicesindaca di Catanzaro Giusy Iemma ha definito l’episodio un fatto “gravissimo”, capace di mettere sotto pressione l’intero sistema democratico, richiamando la necessità di amministratori liberi, non ricattabili e capaci di operare con trasparenza. Anche il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro Gianmichele Bosco ha parlato di un episodio “inquietante e inaccettabile”, auspicando che le indagini facciano piena luce sull’accaduto e riaffermando l’importanza di un’azione istituzionale unitaria contro ogni forma di intimidazione.

La condanna arriva anche dal mondo politico nazionale. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera Giuseppe Mangialavori ha definito l’accaduto un gesto “vile e inaccettabile”, ribadendo che colpire un rappresentante delle istituzioni significa colpire l’intera comunità democratica. Analoga la posizione del Pd Calabria, che ha richiamato con forza il principio secondo cui attaccare un amministratore equivale ad attaccare la democrazia, confidando nel lavoro di forze dell’ordine e magistratura.

Sul piano sociale, la Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo ha invitato a non archiviare l’episodio come un fatto isolato, sottolineando come la violenza e l’intimidazione producano paura, silenzio e disgregazione, indebolendo la partecipazione e la fiducia nelle istituzioni. Da qui l’appello a una risposta collettiva che vada oltre l’emergenza, rafforzando coesione sociale, diritti e trasparenza.

Un messaggio condiviso anche dai vertici del Consiglio regionale della Calabria, con il presidente Salvatore Cirillo che ha parlato di un’offesa all’intera comunità democratica, ribadendo la vicinanza alla città di Vibo Valentia e la fiducia nel lavoro degli inquirenti.

Nel suo insieme, la reazione al caso Iannello restituisce l’immagine di una Calabria che non intende arretrare, che rifiuta la violenza come strumento di pressione e rivendica con forza il primato della legalità e dello Stato di diritto.