Consorzi di bonifica: interventi urgenti per garantire servizi e salvaguardare occupazione

consorzio di bonifica

Sindacati in allarme per la crisi dei Consorzi di Bonifica nel Catanzarese. Chiedono interventi urgenti alla Regione e un tavolo istituzionale con il Prefetto

CATANZARO, 7 MAR 2017FAI CISL, FLAI CGIL e FILBI UIL di Catanzaro intervengono in merito alla grave situazione in cui versano i Consorzi di Bonifica della provincia, chiedendo ancora una volta l’avvio di azioni concrete e conseguenziali alle considerazioni da sempre sostenute sulla strategicità dell’azione istituzionale dei Consorzi di Bonifica nel territorio, in termini di servizi necessari per lo sviluppo strategico del comparto agricolo e della sicurezza territoriale e difesa idrogeologica.

In una nota congiunta i segretari di FAI CISL Francesco Fortunato e Daniele Gualtieri, FLAI CGIL Caterina Vaiti, FILBI UIL Aldo Turquassio dichiarano che ci sono delle questioni insolute su cui il Governo regionale, per le funzioni istituzionali che riveste in termini di programmazione e indirizzo generale, non può più rinviare, a partire dall’unità di governance e rappresentanza unitaria del settore.

Da poco la Presidenza della Giunta regionale ha presentato i report di due anni di governo della Regione, due anni su cui le forze sindacali e sociali del comparto hanno atteso di giorno in giorno l’attuazione delle iniziative annunciate; ad oggi invece non sono state ancora attivate funzioni indispensabili a rendere pienamente operativi gli enti consortili, per come previste dalla vigente L.R. n. 11/2003.

Siamo costretti a registrare che, nonostante i numerosi incontri e le innumerevoli rassicurazioni, la Regione non ha provveduto:

ad approvare i Piani di Classifica, strumento indispensabile ai Consorzi per programmare in termini di efficienza economica e tecnica i servizi da destinare all’agricoltura e al territorio. Così facendo si nega una programmazione gestionale certa e moderna, l’individuazione preventiva dei costi gestionali e, dunque, di fatto l’autosostenibilità degli enti;

sono stati azzerati i finanziamenti previsti dalla L.R. 26 e dalla L.R. n. 11, fatto salvo l’inserimento al bilancio di previsione 2017 di modestissime somme (1 milione di euro) da destinare complessivamente a tutti i Consorzi di Bonifica per interventi su oltre 1 milione di ettari di territorio amministrato;

non sono state affidate ai Consorzi di Bonifica le competenze sugli interventi di sicurezza sui fiumi, azione su cui gli enti potrebbero programmare interventi capillari a minimo costo;

non è stato preso in considerazione nessuno dei tantissimi progetti presentati sulla messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico nell’ambito del Patto per la Calabria;

per il necessario adeguamento degli impianti irrigui, che ricordiamo sono di proprietà della Regione, sono stati messi a bando solo 8 milioni di euro, una cifra minima rispetto ai fondi gestiti dal Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020;

inoltre non si registra, nonostante i numerosi incontri e le relative rassicurazioni, nessuna azione concreta di rilancio, programmazione e investimento sui Consorzi di Bonifica che potrebbero garantire servizi fondamentali per lo sviluppo di una vera economia di scala nel territorio rurale calabrese.

È necessario un intervento urgente e risolutivo del governatore Mario Oliverio. Le organizzazioni sindacali territoriali richiamano l’attenzione sulle conseguenze di tale situazione, che impedisce di garantire servizi essenziali in un territorio a forte rischio idrogeologico, come il servizio irriguo, la pulizia dei fossi, la messa in sicurezza e la salvaguardia del territorio. Un piccolo passo in avanti è stato compiuto, ma non basta, in quanto i Consorzi di Bonifica sono ormai al collasso: dipendenti senza stipendio da diversi mesi, riduzione dei livelli occupazionali del servizio irriguo (al Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese è prevista una riduzione di giornate lavorative), taglio completo del servizio della rete di colo (Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese) con ripercussioni negative sul territorio e sulle famiglie. Come si può affrontare la campagna irrigua ormai imminente e le opere di prevenzione per il territorio? Una situazione al collasso, denunciata da ormai due anni da queste organizzazioni sindacali, che hanno percorso tutte le strade possibili al fine di affrontare la questione e giungere a una soluzione concreta prima che fosse troppo tardi. Oggi si accoglie favorevolmente che, a differenza di qualche anno fa, la gestione dei Consorzi di Bonifica sia al centro del dibattito politico, ma occorre passare urgentemente ai fatti, attivando tutte le misure necessarie per dare ruolo e centralità agli enti consortili. L’efficienza dei Consorzi di Bonifica del Catanzarese investe non solo il settore dei servizi alle imprese agricole, ma anche e soprattutto quello della salvaguardia di un territorio fortemente esposto al rischio idrogeologico. Le politiche di prevenzione non possono essere attuate se si indeboliscono gli enti che possiedono competenze e professionalità fondamentali per la tutela del territorio.

Ruolo e funzioni ai Consorzi di Bonifica, passando dalla razionalizzazione degli stessi, dal trasferimento immediato delle competenze sui fiumi, dall’inclusione dei consorzi nell’accesso ai fondi del Commissario per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, oggi esclusi. È inutile parlare di prevenzione se poi si indeboliscono finanziariamente gli enti consortili. Non si può continuare a operare in regime di emergenza, spendendo somme enormi dopo gli eventi disastrosi, anziché investire nella prevenzione.

Si registrano inoltre licenziamenti di personale, come avvenuto al Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, riguardo 11 unità lavorative, e nonostante gli interventi delle organizzazioni sindacali e le rassicurazioni del Governo regionale, nulla è cambiato. Non si può far finta di nulla quando la situazione è degenerata, provocando malumore, tensioni e preoccupazioni. Il rischio è la progressiva perdita dei Consorzi e del loro patrimonio di competenze. I lavoratori sono quelli che pagano il prezzo più alto, perché quando si perde il lavoro si perde la dignità; non è giusto che a pagare siano loro e le loro famiglie.

I più fortunati hanno un posto di lavoro ma non percepiscono lo stipendio da circa 5 mesi, mentre altri non hanno più neppure una possibilità occupazionale. Il Governo regionale calabrese deve intervenire immediatamente, garantendo risorse, strumenti e investimenti capaci di assicurare non solo l’attività ordinaria ma anche il rilancio del ruolo dei Consorzi in termini di salvaguardia del territorio e servizi di qualità all’economia agricola.

Per tali ragioni FAI CISL, FLAI CGIL e FILBI UIL chiedono l’intervento di sua Eccellenza il Prefetto di Catanzaro, affinché convochi un tavolo tra Regione, enti consortili del territorio catanzarese e parti sociali, per trovare soluzioni adeguate a garantire servizi e tutela occupazionale. In mancanza di risposte saranno costretti a indire iniziative di lotta a tutela del territorio e del lavoro.