Il dossier di Libera svela intrecci tra gioco e criminalità in Calabria

Gioco d'azzardo online
Gioco d'azzardo online

Reggio Calabria capitale del gioco: Libera denuncia “profitti e dipendenze”

Un’Italia che gioca e una Calabria che non fa eccezione. Il nuovo dossier di Libera, “Azzardomafie”, curato da Toni Mira, Maria Josè Fava, Gianpiero Cioffredi e Peppe Ruggiero, fotografa un Paese in cui il confine tra gioco legale e gioco criminale è sempre più sottile.

Tra il 2010 e il 2024, in Calabria sono stati 39 i clan censiti coinvolti in attività legate all’azzardo, sia legali che illegali. Un “business” che travalica i confini regionali e arriva in Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Liguria.

Solo nel 2024, nella regione si sono giocati oltre 5 miliardi e 768 milioni di euro, tra fisico e online: una media di 3.148 euro l’anno per abitante, bambini compresi. Reggio Calabria è il capoluogo con la spesa più alta (oltre 641 milioni), seguita da Catanzaro (304 milioni), mentre Vibo Valentia si ferma a 135 milioni.

Un giro d’affari enorme che, come spiega Luigi Ciotti, «vede la politica parlare di regolamentazione, ma troppo spesso restare prigioniera della logica del profitto». E intanto le mafie vincono facile: secondo la Direzione Nazionale Antimafia, investire un euro nel gioco d’azzardo può rendere fino a nove volte tanto, con rischi minimi.

In Calabria sono sette le sale gioco confiscate e il caso emblematico resta quello di Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, a cui sono stati sottratti beni per 330 milioni di euro.

Ma oltre ai numeri, ci sono le persone: 1,5 milioni di giocatori patologici e 1,4 milioni a rischio moderato in Italia. «Dietro ogni slot o gratta e vinci – ricorda Ciotti – ci sono vite spezzate, famiglie distrutte, adolescenti che scommettono di nascosto».

Per Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera, servono «politiche più stringenti e misure concrete per limitare l’azzardo e togliere terreno alla criminalità». Perché dietro l’apparenza del gioco, in Calabria, si continua a scommettere sul dolore.