Catanzaro, stop al sequestro dei beni Paoletti: il giudice riconosce la sproporzione tra profitto e misura cautelare
CATANZARO, 9 NOV 2025 – Una svolta significativa nel procedimento giudiziario che vede coinvolto l’imprenditore Paolo Paoletti e le società a lui riconducibili. Il Tribunale di Catanzaro ha infatti disposto la revoca del sequestro dei beni che, nei mesi scorsi, aveva colpito il patrimonio dell’imprenditore per presunte ipotesi di sfruttamento del lavoro.
La decisione, firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) Mario Santoemma, arriva a seguito di un’approfondita valutazione delle motivazioni presentate dalla difesa. Con l’ordinanza, emessa in data 3 novembre 2025, il G.I.P. ha stabilito che la misura del sequestro preventivo dovesse essere sostituita con il controllo giudiziario, riconoscendo la parziale fondatezza delle argomentazioni difensive.
Il nodo della sproporzione economica
Secondo quanto emerge dall’ordinanza, il punto centrale della decisione è rappresentato dalla sproporzione evidente tra il valore complessivo dei beni sequestrati e il presunto profitto illecito contestato all’imprenditore. Il sequestro, infatti, aveva interessato un patrimonio stimato in circa 12 milioni di euro, mentre il presunto indebito arricchimento e le richieste risarcitorie dei lavoratori ammonterebbero complessivamente a circa 1 milione di euro.
Il giudice ha ritenuto che una simile misura fosse eccessiva e non coerente con l’entità del presunto danno economico, evidenziando come l’attività contestata fosse stata utilizzata per incrementare la produttività di aziende già esistenti, e non per creare nuove fonti di profitto illecito.
La decisione del Tribunale rappresenta un importante risultato per la difesa di Paoletti, che aveva sostenuto l’illegittimità del sequestro originario, definendolo sproporzionato e penalizzante per il regolare funzionamento delle imprese coinvolte.
Con la revoca del sequestro e l’introduzione del controllo giudiziario, il Tribunale di Catanzaro apre dunque una nuova fase processuale, nella quale le società dell’imprenditore potranno continuare a operare sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria, in attesa della definizione delle indagini.


















