Genova, Ponte Morandi: ecco immagini inedite del crollo

Nuove immagini svelano il crollo della pila 9” del Ponte Morandi

GENOVA, 1 LUG 2019 – A distanza di quasi un anno dal tragico crollo del Ponte Morandi a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone, emergono nuove immagini inedite che offrono una visione più dettagliata della dinamica dell’incidente.

Le immagini, riprese dalle telecamere di sorveglianza dell’azienda Ferrometal, situata nelle vicinanze del viadotto, erano state inizialmente secretate per motivi investigativi. Tuttavia, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Genova, sono state recentemente diffuse per esigenze di pubblica informazione.

Il video mostra gli istanti precedenti al cedimento della struttura, evidenziando il passaggio di veicoli e il successivo collasso della pila 9, con tiranti e impalcato che crollano in pochi secondi, inghiottendo decine di veicoli.

Secondo gli inquirenti, il video rappresenta una prova fondamentale per comprendere la causa del crollo. In particolare, si osserva il cedimento dello strallo lato sud-ovest, probabilmente dovuto alla corrosione dei cavi interni, che ha determinato la torsione e successiva rottura della struttura.

Queste nuove immagini offrono un contributo significativo per la ricostruzione dell’incidente e per la comprensione delle sue cause, alimentando il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture in Italia.

Ecco una sintesi chiara e sintetica dei fatti del 14 agosto 2018

Il 14 agosto 2018, alle 11:36, crollò improvvisamente la pila 9 del Ponte Morandi a Genova, causando 43 morti e 566 sfollati. Il cedimento iniziò con la rottura dello strallo Genova Mare, che perse il bilanciamento con il suo gemello, lo strallo Savona. La pila 9 si contorse e si ruppe, provocando il collasso dell’impalcato sostenuto dagli stralli. L’impalcato collegante le pile 8 e 10, lungo circa 36 metri, cadde al suolo. Le altre pile rimasero intatte.

La demolizione delle sezioni residue iniziò nel febbraio 2019, prima con smontaggi meccanici, poi con l’esplosione dei piloni superstiti il 28 giugno 2019, e si concluse con la rimozione dell’ultima pila il 12 agosto 2019.

Secondo le perizie tecniche redatte durante il processo, la causa principale fu la mancanza o inadeguatezza dei controlli. Nella pila 9, meno dell’1% dei trefoli era integro; gli stralli e il calcestruzzo erano fortemente degradati. Un’ispezione del 2015 aveva già rilevato ossidazione delle guaine e dei trefoli, con fili corrosi e facilmente deformabili.