‘Ndrine del Nord: confiscati beni ad un imprenditore vicino al clan Grande Araci

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BOLOGNA, 1 SETT 2023 – La lotta contro le organizzazioni criminali è un impegno costante delle forze dell’ordine e della magistratura in Italia. Un significativo colpo è stato inferto alle ‘ndrine del Nord, con la confisca di beni del valore stimato di circa 3 milioni di euro a carico di un imprenditore sospettato di avere legami con il clan Grande Aracri. Questo operativo è stato condotto dalla Direzione Investigativa Antimafia (Dia) in seguito a un provvedimento di prevenzione emanato dalla Corte di Appello di Bologna.

I beni sottoposti a sequestro comprendono immobili, aziende e rapporti bancari situati tra le province di Piacenza e Cremona. Questa azione mira a indebolire le attività criminali delle ‘ndrine, con particolare attenzione a quelle operanti nei territori di Reggio Emilia, Parma, Modena, Piacenza, Mantova e Cremona. Il clan in questione, storicamente affiliato alla cosca Grande Aracri di Cutro (Kr), è stato confermato come operativo dalle sentenze emesse nel maxi processo “Aemilia.”

Inoltre, il provvedimento include anche la disposizione di sottoporre l’individuo coinvolto alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con un obbligo di residenza nel suo comune per i prossimi cinque anni. Questa misura è volta a limitare la sua libertà di movimento e ad impedire il suo coinvolgimento nelle attività criminali.

Questa operazione è il risultato di una complessa attività investigativa che ha avuto inizio nel mese di luglio 2021. In quel momento, il Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia avevano formulato una proposta congiunta per l’applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale in questo caso. Le indagini hanno portato al sequestro di due immobili e cinque imprese operanti nel settore edile e immobiliare nelle province di Piacenza e Cremona, oltre a due autovetture e 43 rapporti bancari presso numerosi istituti di credito.

Quest’azione dimostra l’impegno delle autorità italiane nella lotta contro le organizzazioni criminali e la determinazione nel colpire le loro attività economiche. La confisca dei beni è un passo significativo nella lotta per la legalità e la sicurezza in queste regioni, ma è solo un capitolo nella continua battaglia contro il crimine organizzato. Le forze dell’ordine e la magistratura continueranno a lavorare instancabilmente per smantellare le ‘ndrine e portare i responsabili davanti alla giustizia.