Assalto al caveau Sicurtransport: decisivo il ruolo dei basisti locali e dei gruppi pugliesi
Proseguono a delinearsi i contorni dell’organizzazione criminale che ha messo a segno il clamoroso colpo al caveau Sicurtransport di località Germaneto, a Catanzaro. Le indagini, che hanno portato all’arresto dei presunti responsabili, sono state condotte dalle Squadre Mobili di Foggia e Catanzaro, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.
Gli investigatori hanno accertato l’esistenza di uno stretto collegamento tra criminali pugliesi, in particolare provenienti dall’area di Cerignola, considerati veri specialisti in questo tipo di assalti, e una rete di basisti locali, fondamentale per la riuscita del colpo al caveau Sicurtransport.
Il contributo decisivo della collaboratrice di giustizia
Un ruolo chiave nell’inchiesta è stato svolto dalle dichiarazioni di una collaboratrice di giustizia, sentimentalmente legata a uno degli organizzatori della rapina. Le sue testimonianze hanno fornito agli inquirenti riscontri precisi su fatti, dinamiche e responsabilità, chiarendo il ruolo centrale del compagno nella pianificazione dell’assalto al caveau Sicurtransport.
Assalto al caveau Sicurtransport: la pianificazione del colpo
Secondo quanto emerso, la rapina non fu improvvisata, ma frutto di un accurato studio preliminare dell’area in cui si trova il caveau Sicurtransport. Determinante è stata la complicità di un dipendente dell’istituto di vigilanza, incaricato della sicurezza, che avrebbe fornito informazioni cruciali.
In particolare, il basista avrebbe indicato con precisione il punto esatto in cui effettuare la “spaccata”, consentendo al commando di agire rapidamente e rispettare i tempi rigidamente pianificati dell’azione criminale.
Il ruolo dei calabresi nella logistica
Fondamentale anche il contributo dei soggetti calabresi coinvolti, che si sarebbero occupati di tutta la fase logistica dell’operazione contro Sicurtransport. A loro è attribuito il compito di:
- reperire le informazioni riservate grazie al basista interno;
- procurare le autovetture rubate utilizzate per bloccare le strade;
- individuare e sottrarre il mezzo cingolato impiegato per abbattere il muro del caveau;
- organizzare la permanenza clandestina del commando pugliese a Catanzaro.
Un lavoro preparatorio capillare che ha permesso ai malviventi di portare a termine uno dei colpi più eclatanti degli ultimi anni ai danni della Sicurtransport, confermando la pericolosa sinergia tra criminalità locale e gruppi specializzati provenienti da altre regioni.
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