Reggio Calabria, lotta al caporalato: sfruttamento di stranieri nei lavori agricoli, operazione dei carabinieri
È scattata all’alba un’operazione dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di caporalato, violenza sessuale, estorsione e istigazione alla corruzione.
Le indagini, condotte nell’arco degli ultimi due anni, hanno fatto emergere un sistema di sfruttamento organizzato ai danni di lavoratori stranieri impiegati come braccianti agricoli in due aziende dell’area pre-aspromontana. Le vittime, in gran parte cittadini romeni e un uomo di nazionalità maliana, erano costrette a lavorare in condizioni disumane, percependo paghe inferiori a un euro l’ora e senza alcuna tutela contrattuale, sanitaria o abitativa.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i lavoratori vivevano in uno stato di sottomissione e paura, obbligati ad accettare turni massacranti e condizioni imposte dai datori di lavoro per timore di perdere il poco guadagno o subire violenze. In alcuni casi, gli sfruttatori avrebbero anche tentato di corrompere funzionari pubblici per evitare controlli o sanzioni, rafforzando così la rete di caporalato e illegalità che gestivano sul territorio.
Particolarmente gravi risultano le accuse di violenza sessuale, con due episodi documentati ai danni di lavoratrici romene. Le testimonianze raccolte e le indagini condotte dai Carabinieri hanno confermato le violenze e le condizioni di degrado in cui le donne erano costrette a vivere e lavorare.
Le misure cautelari eseguite prevedono il carcere per due degli indagati, mentre per gli altri sono stati disposti gli arresti domiciliari e l’obbligo di firma.
L’operazione rappresenta un nuovo e importante passo nella lotta contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo nel territorio reggino, una piaga che continua a colpire lavoratori fragili e vulnerabili. Le indagini proseguono per accertare ulteriori complicità e garantire giustizia alle vittime di un sistema che calpesta dignità e diritti fondamentali.

















