“Universo Minori” e l’I.C. “Catanzaro Est” hanno inaugurato il nuovo anno scolastico

Rita Tulelli Universo Minori
Rita Tulelli Universo Minori

Catanzaro, scuola e istituzioni a confronto sulla legalità. Inaugurato il nuovo anno scolastico con un convegno su sicurezza, crescita e contrasto al cyberbullismo

Nel pomeriggio di giovedì, presso la Sala Consiliare del Comune di Catanzaro, l’Associazione “Universo Minori” e l’Istituto Comprensivo “Catanzaro Est” hanno inaugurato il nuovo anno scolastico con un convegno dal titolo “Per crescere in sicurezza, armonia, legalità”, incastonato nel ciclo “Percorsi di Legalità” portato avanti dal sodalizio presieduto dalla dottoressa Rita Tulelli.

Prima dell’evento hanno avuto luogo alcuni incontri tra genitori e insegnanti presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro, atti alla rilevazione dei rispettivi bisogni e alla definizione ex ante del patto formativo.

Erano presenti al convegno, in qualità di relatori, il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro Ivan Cardamone, la dirigente scolastica Flora Alba Mottola, il presidente dell’associazione “Universo Minori” dottoressa Rita Tulelli, la dirigente dell’USR Calabria Angela Riggio, il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Cosenza dottoressa Marisa Manzini, il presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta Arturo Bova e il presidente del Centro Calabrese di Solidarietà dottoressa Isa Mantelli. Durante il convegno è stato approfondito il tema della legalità che non è solo un valore in quanto tale, ma è l’anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, l’io e il noi. Per questo non bastano le regole: queste funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere e di essere coerenti. I relatori, davanti a un cospicuo pubblico di genitori e insegnanti, con i loro interventi hanno sottolineato quanto sia importante affrontare il tema della legalità con i ragazzi, facendo loro capire che l’illegalità e qualsiasi altra forma di ingiustizia e prevaricazione nascono da vuoti che tutti possiamo riempire in maniera positiva, non solo a parole, ma accompagnando i giovani nell’apprendimento dell’alfabeto delle emozioni, dei sentimenti e delle relazioni, che sono alla base dell’espressione di un’identità sia personale che sociale.

La dottoressa Manzini ha approfondito la legge numero 71 del 2017, entrata in vigore il 18 giugno scorso contro il cyberbullismo, in quanto i soprusi tra i minori invadono lo spazio virtuale con messaggi, immagini e video spregevoli che corrono sul web soprattutto grazie agli smartphone.

L’obiettivo alla base di tali comportamenti è sempre quello di ferire e ridicolizzare qualcuno. La legge in questione prevede una serie di interventi e strumenti atti a dare voce ai ragazzi affinché non si sentano più soli. In particolare, prosegue il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Cosenza, sono tre le importanti novità introdotte dalla norma: la prima è che sarà direttamente il minore vittima di un sopruso online a poter segnalare in modo semplice al sito o al social media il contenuto offensivo, chiedendone nei tempi fissati dalla legge la rimozione. Se ciò non viene attuato dal fornitore dei servizi digitali, dopo opportune e tempestive verifiche, interverrà il Garante della Privacy. Secondariamente, il “bullo cybernetico” viene convocato, insieme ai genitori, dal Questore che dà corso alla procedura di ammonimento, un “cartellino giallo” che può portare il minore a essere inserito in un percorso sociale o di messa alla prova. Infine, ogni scuola dovrà individuare tra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto e, per il personale scolastico, sono previsti corsi di formazione somministrati da esperti del settore. L’onorevole Arturo Bova ha parlato del lavoro che sta svolgendo di concerto con il presidente del Tribunale per i Minori di Reggio Calabria, il dottor Roberto Di Bella, per l’allontanamento dei figli dei mafiosi dalle rispettive famiglie al fine di sottrarli al contesto criminale in cui altrimenti sarebbero destinati a crescere.