Strage di Erba: la scienza potrebbe scagionare Olindo e Rosa

Strage di Erba, Olindo e Rosa foto Le Iene
Strage di Erba, Olindo e Rosa foto Le Iene

L’EDITORIALE

La strage di Erba è stata uno dei crimini più atroci commessi in Italia negli ultimi decenni. Il 15 dicembre 2006, quattro persone furono uccise in una villa a Erba, in provincia di Como: Raffaella Castagna, il figlio di due anni Youssef Marzouk, la nonna del bambino Paola Galli e una vicina di casa Valeria Cherubini.

Olindo Romano e Rosa Bazzi furono accusati del delitto e condannati all’ergastolo. A distanza di oltre 17 anni, il procuratore generale di Milano, Cuno Tarfusser, ha avanzato la richiesta di revisione del processo, sostenendo che Olindo e Rosa sono innocenti e che sono vittime di un errore giudiziario.

Secondo l’agenzia Adnkronos, che ha pubblicato alcuni stralci dell’atto con cui si chiede la riapertura del processo, le prove scientifiche sono in grado di scagionare i due imputati. Tarfusser ha affermato che la scienza, se auspicabilmente ammessa a farlo nel giudizio rescissorio, è in grado di fornire le certezze scientifiche idonee a fare sgretolare i tre pilastri probatori su cui fondano la condanna all’ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi.

Il sostituto procuratore della corte d’Appello di Milano ha chiesto alla corte d’Appello di Brescia di rinnovare l’istruzione dibattimentale per quanto riguarda la strage di Erba e di esaminare i 57 consulenti tecnici che hanno redatto le consulenze tecniche sulle modalità, le tecnologie, gli accertamenti da loro effettuati e sui risultati cui sono giunti. Questo passo è stato considerato importante nel processo di ricerca della verità.

La richiesta di revisione del processo avanzata dal procuratore generale di Milano, Cuno Tarfusser, rappresenta una speranza per Olindo e Rosa, che hanno trascorso molti anni in carcere per un crimine che potrebbero non aver commesso. L’importanza della scienza nel processo penale è sempre più riconosciuta e la sua utilizzazione per scagionare gli innocenti è un passo importante nella lotta per la giustizia.

La vicenda di Azouz Marzouk: lo spiraglio di luce sulla strage di Erba

La vicenda di Azouz Marzouk, marito e padre delle vittime della strage, di qualche anno fa sembrava aprire uno spiraglio di luce su questa intricata vicenda giudiziaria.

Azouz è stato coinvolto nella vicenda giudiziaria perché è stato sottoposto a un esperimento mentale basato sui principi dell’algebra. In sintesi, il suo ragionamento era che Rosa e Olindo sono innocenti, mentre i giudici hanno basato la loro condanna sull’autodenuncia dei due. Azouz, che non è mai stato convinto della colpevolezza di Rosa e Olindo, ha dichiarato in un esposto presentato alle autorità e in varie interviste di ritenerli innocenti. Non entreremo nei dettagli degli esperimenti mentali utilizzati dagli scienziati per ragionare su questioni teoriche o ipotetiche, poiché possono risultare complessi per chi non ha una formazione scientifica. In parole semplici, l’esperimento mentale ha portato ad un’accusa di calunnia contro Azouz, dalla quale alla fine è stato assolto.

Scontro tra prove e ragionamenti: i dubbi sulla colpevolezza di Rosa e Olindo

Il caso della strage di Erba del 2006, in cui furono uccisi quattro persone, continua a essere al centro dell’attenzione. La coppia composta da Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati all’ergastolo per questo crimine, potrebbe essere innocente? Questa la tesi sostenuta da Le Iene nel loro speciale “Scommettiamo che Rosa e Olindo sono innocenti?”, andato in onda il 2 aprile su Italia1.

La vicenda della ingiusta condanna è stata oggetto di numerose inchieste da parte dei giornalisti de “Le Iene”, che hanno messo in luce molti elementi dubbi e contraddizioni nel processo. Ad esempio, la prova del riconoscimento è stata giudicata inattendibile, la prova della macchia di sangue dubbia e le confessioni indotte con modalità poco ortodosse

La trasmissione ha riassunto tutti i motivi per cui la coppia non può essere considerata colpevole, secondo la loro ricostruzione. In particolare, la difesa della coppia, guidata dall’avvocato Fabio Schembri, sta lavorando per richiedere la revisione del processo.

Ma cosa ci sarebbe dietro questa richiesta di revisione? Secondo Le Iene, ci sarebbero troppi errori nelle confessioni dei due, poi ritrattate, e nelle indagini. Anche il super testimone, Mario Frigerio, sarebbe stato guidato nell’interrogatorio e avrebbe riconosciuto Olindo come uno dei due aggressori solo in un secondo momento, dopo averlo sentito dal carabiniere.

Ecco perché le Iene escludono la colpevolezza di Olindo e Rosa

In più di venti servizi e diversi speciali, Antonino Monteleone ha messo in crisi punto per punto “i baluardi della sentenza definitiva, prove scientifiche e testimoniali” a favore della colpevolezza dei due imputati della Strage di Erba.

Una delle testimonianze più importanti, quella di Mario Frigerio, superstite della strage, è stata messa in discussione: inizialmente, Frigerio non menzionò mai Olindo Romano come l’autore del crimine, ma solo dopo gli interrogatori, in cui gli furono mostrate le foto dei sospettati, cambiò versione. Inoltre, gli esperti della memoria concordano nel ritenere che il suo ricordo sia stato alterato da chi lo ha interrogato.

Anche le confessioni di Rosa e Olindo sono state messe in dubbio: gli interrogatori sembravano condotti in modo da imboccare le risposte degli imputati, le loro testimonianze erano piene di contraddizioni e inesattezze, e perfino i Giudici d’Appello hanno riconosciuto questo fatto.

Inoltre, la macchia di sangue rinvenuta sulla Seat Arosa di Rosa e Olindo sembra essere stata messa in discussione dal Carabiniere che l’ha effettuata.

L’unico alibi che sembrava essere valido, ovvero la cena al McDonald’s, è stato giudicato ininfluente e privo di prove.

E non finisce qui: l’analisi dei nuovi reperti, ritrovati anni dopo e mai analizzati, è stata compromessa dalla loro distruzione illegittima. È davvero incredibile la vicenda dei reperti ritrovati sulla scena del crimine. Sono andati distrutti, nonostante l’ordinanza di due diverse Corti ne imponesse la conservazione, e nonostante l’ok dato dalla Cassazione a un esame a spese della difesa. La distruzione illegittima viene poi seguita dal sorprendente ritrovamento, a 12 anni dalla strage, di un nuovo scatolone «contenente cinque plichi di reperti, tra cui una tanica, otto coltelli, un affilacoltelli, un mazzo di chiavi, un abbonamento e un cellulare». Lo scatolone risulta «aperto senza che vi fosse allegato il verbale di apertura». Questa montagna di irregolarità della giustizia, alle Iene sembra solo l’ultimo episodio di una catena di eventi catastrofici. Tutto ciò sembra indicare una serie di irregolarità giudiziarie nella vicenda della Strage di Erba.

Le Iene hanno riportato diversi elementi. Tuttavia, è importante sottolineare che la giustizia ha confermato la colpevolezza di Rosa e Olindo oltre ogni ragionevole dubbio.

Antonino Monteleone de Le Iene è convinto che, oltre al dolore delle vittime e delle loro famiglie, dovremmo riconoscere il dolore di Rosa e Olindo, condannati ingiustamente al carcere a vita.

La verità processuale, quindi, sembra opporsi al revisionismo mediatico, alimentato anche dalle puntate de Le Iene che si sono occupate di casi di cronaca chiusi per la giustizia, ma che hanno lasciato diversi dubbi nell’opinione pubblica. In un Paese che indennizza quasi 1000 casi di errore giudiziario l’anno, sarebbe forse opportuno riconsiderare le possibilità di richiedere una revisione del processo quando ci sono elementi che non tornano.