Roger Waters nella black list ucraina: per Cracovia è persona non gradita

Roger_Waters,_San_Jose
Roger_Waters,_San_Jose (Photo taken by self)

«”Mi piacciono i Pink Floyd, ma non sopporto le idee politiche di Roger”. Puoi andartene subito a fare in culo al bar. Grazie e godetevi lo show». Si apre così il concerto di Roger Waters del tour This is Not a Drill che sta portando il musicista britannico in giro per il mondo, o quasi…

Che sia un artista impegnato anche nel sociale lo si sa da tempo, ma ora è anche nella black list ucraina, come esponente filo russo, e Cracovia lo ha dichiarato persona non gradita, annullando i concerti polacchi ad aprile 2023. Un tour importante perché segna il suo ritiro dalle scene musicali.

Le posizioni politiche e sociali di Waters non sono affatto mutate a causa di questa notizia minacciosa, infatti il 21 aprile prossimo il concerto ci sarà, ma in Italia, aggiungendo di fatto una nuova data all’Unipol Arena di Bologna che vede ora tre concerti invece di due, come era da cartellone.

Roger Waters ha recentemente rilasciato un’intervista alla popolare rivista musicale Rolling Stones attraverso il giornalista investigativo britannico James Ball, direttore responsabile del Bureau of Investigative Journalism, che durante l’intervista non ha condiviso tante idee del musicista, alimentando un interessante confronto.

Roger Waters è notoriamente attivo sul fronte politico e sociale

Chi conosce il musicista sa che è un forte sostenitore della liberazione della Palestina, ma le pagine della cronaca internazionale si sono occupate di lui anche per essere un sostenitore del movimento sociale Black Lives Matters e per essere fortemente critico nei confronti dei leader della destra come Donald Trump, Kaur Bolsonaro e Viktor Orbán.

Più recentemente è stato al centro della polemiche per aver scritto una lettera aperta alla moglie di Zelensky, Olena Zelenska, suggerendole di cercare trattative con la Russia, a far sì che il marito sospenda la guerra a favore della pace. Chiaramente, questo incoraggiamento ha avuto un retrogusto non gradito ai sostenitori della causa ucraina poiché sarebbe come riconoscere la vittoria di Putin. Ma d’altronde Waters non ha mai creduto alla storia dei crimini di guerra della Russia in Ucraina, giudicandoli bugie ben architettate.

Media occidentali manipolatori di informazioni

Roger Waters vuole che il suo pubblico sappia la verità di ciò che è l’informazione occidentale e usa i suoi concerti per diffondere la sua versione dei fatti.

La gente è vittima di manipolazioni, fatti travisati appositamente, senza avere la possibilità di pensare in maniera indipendente e critica poiché i media sono controllati dai governi e dai poteri forti.

La suggestione imposta è quella di fare in modo che Russia e Cina risultino cattivi governi e che gli altri più occidentali siano la faccia buona della medaglia.

Rogers afferma invece che: «Ovviamente noi (e quando dico noi parlo di tutti i cittadini che pagano le tasse negli Stati Uniti) non lo siamo. Siamo i più cattivi di tutti, almeno 10 volte di più. Ammazziamo. Interferiamo nelle elezioni di altri Paesi. Siamo noi, come impero americano, a fare tutte queste porcherie».

Attualmente, Roger Waters è tra gli ospiti non graditi in Polonia e risulta, insieme a altri nomi, nella black list dei filoputiniani.

Questa notizia è percepita dall’artista come una minaccia di morte, ma ciò non lo frena nell’esporre pubblicamente le sue idee politiche.

La guerra come resistenza, ma dipende da che parte si sta

James Ball durante l’intervista fa notare che sostenere la resistenza anti israeliana e non quella ucraina sembrerebbe una incongruenza.

Roger Waters non la vede così.

«Perché è una guerra inutile. E tutte quelle persone non dovrebbero morire. La Russia non avrebbe dovuto essere spinta a invadere l’Ucraina, dopo che per vent’anni ha provato a evitarlo cercando una soluzione diplomatica coi governi occidentali».

Le colpe sono da attribuire alle politiche espansionistiche e non solo della NATO che hanno obbligato Putin a invadere l’Ucraina, secondo il musicista.

«Sono sereno con me stesso e posso andare a dormire sapendo che la narrazione che viene propinata dai media occidentali è propaganda e non risponde a verità», sottolinea Waters. Infatti, durante i suoi show gira spesso la scritta contenente il messaggio “controlla il racconto, comanda il mondo“.

«Politicamente, la mia piattaforma è molto semplice: è la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo firmata a Parigi nel 1948. Tutti gli articoli: 29, 30 o quanti sono».

Secondo Waters, sconfinando gli articoli resta solo il bar dove è possibile scambiare opinioni senza ripercussioni.

Intervista completa Rolling Stones

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