Sottosegretari in Calabria, respinto il ricorso della Regione

Roberto Occhiuto
Roberto Occhiuto

Dopo la decisione dei giudici amministrativi, i consiglieri di minoranza chiedono di chiudere la vicenda in Consiglio regionale: «Le risorse vadano a famiglie e imprese, non alle poltrone».

Si riapre il confronto politico in Calabria dopo la decisione del Consiglio di Stato di respingere l’appello presentato dalla Regione sul referendum relativo all’istituzione dei sottosegretari. La pronuncia è stata commentata il 30 ottobre dai consiglieri di minoranza in Consiglio regionale, che parlano di una vicenda arrivata al suo punto conclusivo.

In una nota congiunta, gli esponenti dell’opposizione chiedono di tornare in Aula per chiudere la questione sul piano istituzionale e invitano il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a prendere atto della decisione.

La minoranza attacca: «Basta moltiplicare le poltrone»

I consiglieri di opposizione rivendicano la posizione sostenuta negli ultimi mesi e criticano l’ipotesi di destinare risorse pubbliche alla creazione di nuovi incarichi politici.

«I soldi dei calabresi non possono essere utilizzati per moltiplicare poltrone», affermano nella nota, contestando anche quella che definiscono una distribuzione di «mancette» elettorali per sostenere una maggioranza che, a loro giudizio, mostrerebbe segnali di divisione.

Si tratta di valutazioni politiche espresse dalla minoranza, che collega la vicenda alle difficoltà economiche affrontate da famiglie e imprese calabresi.

«Le risorse siano destinate ai cittadini»

Per l’opposizione, la priorità dovrebbe essere il sostegno al tessuto sociale ed economico regionale. I consiglieri chiedono quindi che le risorse pubbliche siano impiegate a favore di chi attraversa una fase di difficoltà, anziché essere destinate a nuovi incarichi istituzionali.

La decisione del Consiglio di Stato segna un passaggio rilevante nella vicenda del referendum sui sottosegretari. Resta ora il confronto politico e istituzionale sulle iniziative da assumere in Consiglio regionale.