“Tik Tok, Si può?! È permesso?!”

Tik Tok
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Tik Tok, Si può?! È permesso?”. Sembrerebbe che più di cento Paesi nel Mondo abbiano aperto le loro porte a questa app. che sta facendo tremare colossi come Facebook ed Instagram.

Tik Tok, un mix tra un social network e una piattaforma come quella di Youtube, su cui si possono postare brevi video, tra i 15 e i 60 secondi (eventualmente modificandone la velocità di riproduzione, aggiungendo filtri ed effetti particolari), accompagnati dalla musica.

Noto anche come Douyin in Cina Tik Tok è stato lanciato nel settembre 2016, inizialmente col nome Musical.ly. Anche se la prima versione di Musical.ly è stata lanciata ufficialmente nell’agosto 2014.

L’app cinese sta avendo così successo che si sta pensando ad un ampliamento di servizi, ad una quotazione in borsa e ad una creazione di una propria linea di smartphone, per tenersi stretti i ragazzi, che sembrerebbe adorino questa nuova idea messa in app-licazione da Alex Zhu e Luyu Yang (che inizialmente avevano pensato ad una app che fornisse video di circa 3-5 minuti con scopi educativi).

Tik Tok ce l’ha fatta a conquistare il mondo, quello degli adolescenti e non solo.

La media di età degli utilizzatori infatti va dai 16 ai 24 anni. Negli Usa il 60% della popolazione è un utente attivo mensile sulla app.

Pericolo di sicurezza nazionale per l’esercito USA

Così virale ed altrettanto pericoloso per la sicurezza nazionale? Secondo l’esercito USA la risposta è sì. Tanto che ai militari statunitensi è stato vietato l’installazione e l’utilizzo dell’app cinese sugli smartphone forniti dal governo.

Tik Tok è considerata una cyberminaccia”, ha spiegato il tenente colonnello Robin Ochoa, portavoce dell’Esercito, al sito Military.com. Ecco perché “non ne consentiamo l’uso sui telefoni del governo”.

Inoltre, sia il Dipartimento della Marina che quello della Difesa hanno lanciato un allarme sulla app. Tik Tok attualmente è sotto indagine.

Cosa ne pensa di Tik Tok l’America e la società civile

Negli Stati Uniti, a febbraio scorso Tik Tok è stata condannata dalla Federal Trade Commission a pagare 5,7 milioni di dollari di multa per aver raccolto dati di bambini senza il loro consenso.

Inoltre, il senatore Marco Rubio accusa l’app di censura politica su argomenti sensibili come le proteste di Hong Kong.

Ma i cittadini americani, soprattutto i più giovani, non sembrerebbero minacciati da questa app, tant’è che più della metà della popolazione l’ha installata sul proprio smartphone e/o dispositivo.

E Tik Tok in Italia?

Anche in Italia c’è attenzione per Tik Tok. Che a più di un anno di distanza dallo sbarco nel nostro paese ha visto l’adesione di artisti, chef, politici e persone dello spettacolo.

Tra i più popolari, troviamo Bruno Barbieri, Christian Vieri, Fiorello, Michelle Hunziker e la figlia Aurora Ramazzotti che, sulla scia di tanti artisti internazionali come Ed Sheeran, Will Smith, Jimmy Fallon, hanno aperto un profilo sulla piattaforma per condividere video e restare in contatto con i propri fan.

Neanche in Italia però, mancano le polemiche riguardo all’utilizzo di Tik Tok. Giorgio Mulè di Forza Italia ha chiesto al governo di accendere un faro sull’app “con milioni di video e dati personali caricati da ragazzini”.

Mentre il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, ha parlato “di un social nuovo, creato ad arte da uno Stato per controllare i propri giovani”.

Tik Tok?! Avanti, è permesso!”

Tik Tok?! Avanti, è permesso!”.

Ebbene sì, polemiche, allarmi lanciati dai politici, divieti di utilizzo divulgati da eserciti… tutto questo sembrerebbe non bastare per arrestare l’avanzata di questa piattaforma che sta conquistando, anzi che ha già conquistato il Mondo.

Quasi 600 milioni di utenti iscritti, l’app è tradotta in ben 75 lingue e, secondo la società di analisi Sensor Tower, Tik Tok è stata scaricata un miliardo e mezzo di volte.

L’ecosistema di Zuckerberg deve ora guardarsi le spalle. E gli utenti devono preoccuparsi di un’ulteriore app che si appropria di dati sensibili. Ma d’altronde questo sembra non preoccupare più la società di oggi.

Siamo tutti consapevoli di far entrare queste app nella nostra privacy. Abbiamo ceduto parte della nostra vita ad internet ed ai social.

Siamo oramai tutti assuefatti. Condividiamo le nostre posizioni, le nostre mail, i nostri numeri di telefono, le nostre immagini, i nostri interessi. Siamo finiti tutti nella “rete”.

E Tik Tok, ha lanciato solo un altro amo e noi abbiamo abboccato, di nuovo. Siamo stati pescati.