Coldiretti, Bando Giovani Imprenditori: “La Regione agisca in autotutela”

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Il TAR Calabria interviene sul bando PSR 2014-2020 per i giovani imprenditori agricoli. Coldiretti Calabria chiede misure urgenti per evitare contenziosi e blocchi amministrativi

L’Ordinanza cautelare del TAR Calabria del 15.09.2017, che si è pronunciata in merito a un ricorso “accolto con riserva” di sei giovani imprenditori agricoli rimasti esclusi dalle domande di sostegno per gli investimenti riferiti alle misure 6.1.1 e 4.1.2 del bando 2016 “Giovani Imprenditori” del PSR 2014-2020, conferma – chiede Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria – l’esigenza di irrobustire la struttura amministrativa del Dipartimento al fine di evitare contenziosi e allungamento dei tempi.

La Coldiretti, con una lettera indirizzata al presidente Oliverio e ai dirigenti del Dipartimento, sollecita la Regione a porre riparo perché certamente non si può aspettare l’esito dell’udienza di merito prevista il 23 maggio 2018. Sarebbe – chiosa – la paralisi completa per il PSR. E allora cosa fare?

La Coldiretti propone, intanto, l’immediata esecuzione dell’ordinanza del TAR – un atto dovuto – e poi adottare un provvedimento in autotutela per estendere l’ammissibilità all’istruttoria disposta dal TAR a tutte le casistiche escluse indicate nei DDG 5818 e 5819 del 05.06.2017, riguardanti l’assenza della firma digitale ed altre circostanze indicate come carenze di documenti non allegati in forma digitale a causa delle disfunzioni del portale informatico, puntualmente segnalate con PEC dai tecnici o direttamente dai beneficiari, circostanza che ha impedito il corretto completamento della domanda informatizzata sebbene completa della documentazione cartacea acquisita nel fascicolo del progetto costituito e custodito dai CAA e/o dai tecnici delegati.

L’ordinanza del TAR censura il Dipartimento Agricoltura, che non ha considerato ricevibili per la mancanza della firma digitale (firme OTP) le domande presentate e, conseguentemente, evidenzia l’illegittimità della decisione del Dipartimento.

Scegliere la strada giudiziaria non è certamente consigliabile anche perché non bisogna penalizzare le imprese, perché è evidente che sotteso a tutto questo – rileva Molinaro – vi è l’indiscutibile volontà delle imprese agricole di presentare, quale atto finale, la domanda dopo aver dato mandato ai tecnici, sostenendo i relativi costi e predisposto tutta la copiosa documentazione prevista dal bando unitamente agli elaborati progettuali allegati alla domanda in forma digitalizzata e poi – conclude – anche in questo caso si sono ravvisate le notorie e più volte segnalate disfunzioni del sistema informativo”.