CATANZARO, 14 GIU 2017 – Nel clima che precede il ballottaggio del 25 giugno per l’elezione del sindaco di Catanzaro, si intensifica il confronto politico tra i candidati rimasti in corsa e le forze che hanno animato il primo turno. Mentre Vincenzo Ciconte, candidato del centrosinistra, ha rivolto un appello al Movimento per il Cambiavento e al suo leader Nicola Fiorita per ottenere un sostegno in vista del secondo turno, la risposta del docente universitario è stata netta: «Non ci sono i presupposti per delle alleanze». Una posizione che, di fatto, chiude la porta a intese formali tra il movimento civico e lo schieramento di centrosinistra.
Fiorita ha rivendicato il risultato ottenuto al primo turno come un esito straordinario, non riconducibile a una leadership personale, ma frutto di una mobilitazione libera e consapevole di migliaia di cittadini. «Non è solo un risultato mio – ha spiegato ai giornalisti prima della conferenza post voto, tenutasi nei pressi di Palazzo Fazzari – ma di tutte le persone che hanno scelto liberamente. Ognuno deciderà in autonomia, senza indicazioni su chi votare al ballottaggio». Un messaggio che ribadisce l’identità del Movimento per il Cambiavento come soggetto politico autonomo, non disponibile a trasformare il consenso raccolto in “pacchetti di voti” da trasferire ad altri candidati.
Secondo Fiorita, l’esito elettorale rappresenta un segnale importante per la città: un voto di cambiamento che dimostra come Catanzaro sia viva e vitale, capace di esprimere una domanda di rinnovamento anche in un contesto, quello del Sud, spesso segnato da disaffezione e astensionismo. «Questo risultato – ha affermato – è un successo di Catanzaro, perché restituisce fiducia alla comunità e dimostra che è possibile aggregare consenso attorno a un progetto politico fondato sulla richiesta di cambiamento e sulla partecipazione».
Sul piano politico, Fiorita ha chiarito che il Movimento per il Cambiavento si collocherà all’opposizione, ma con un approccio definito costruttivo, pronto a incalzare la futura amministrazione sui temi chiave della città. In vista del ballottaggio, la sua posizione personale è quella di andare a votare, per non disperdere il valore del diritto di voto: «Non ho mai pensato che una scelta valga l’altra – ha spiegato – e quindi andrò alle urne». Tuttavia, ha ribadito che il consenso raccolto attorno alla sua candidatura resta libero, e che ciascun elettore del Movimento deciderà in piena autonomia come orientarsi al secondo turno.
Una linea che conferma la volontà di preservare l’indipendenza politica del progetto Cambiavento, lasciando al ballottaggio il compito di definire la guida della città, ma rivendicando per il futuro un ruolo attivo di controllo, proposta e stimolo all’interno del Consiglio comunale.


















