Festival d’Autunno: le fiabe di Letterio di Francia entusiasmano i giovani

Festival d'Autunno: le fiabe di Letterio di Francia entusiasmano i giovani
Fiabe di Letterio al Festival d'Autunno

Festival d’Autunno: bambini incantati dalle fiabe e adulti coinvolti in un viaggio nella Calabria che cambia

CATANZARO – Una scenografia essenziale, fatta di luci, ombre e suggestioni, ha trasformato l’Auditorium “Casalinuovo” in uno spazio dove l’immaginazione dei più piccoli è diventata protagonista. Con “Il re Pepe” e “Il vestito nuovo dell’imperatore”, il Teatro Incanto, diretto da Francesco Passafaro, ha portato in scena due fiabe capaci di emozionare e far riflettere, nell’ambito della XIV edizione del Festival d’Autunno.

Due mondi diversi ma uniti dalla stessa poetica: quello di Letterio di Francia, raffinato umanista calabrese dell’Ottocento, e quello del celebre Hans Christian Andersen. Entrambi narratori di verità nascoste dietro la semplicità delle fiabe, entrambi capaci di parlare a grandi e piccini.

Lo spettacolo, voluto dalla direttrice artistica Antonietta Santacroce, ha rinnovato un successo già sperimentato lo scorso anno. «Abbiamo voluto contribuire anche quest’anno – ha spiegato Santacroce – a far conoscere ai ragazzi la produzione di Letterio di Francia, un autore calabrese poco noto ma di grande spessore, che persino Italo Calvino definì il più preciso raccoglitore di fiabe in Italia».

A causa di un imprevisto che ha impedito la messa in scena di un’altra opera di Di Francia, la scelta di accostarlo ad Andersen è diventata un’occasione per esplorare i punti di contatto tra due mondi solo apparentemente lontani: «Entrambi raccontano una realtà che va interpretata, ma che è molto più vera di quanto sembri».

Il risultato è stato uno spettacolo intenso, sempre in dialogo con il pubblico, in cui la morale delle fiabe ha trovato spazio per emergere con forza: conoscere se stessi e liberarsi dall’egoismo sono i primi passi per costruire rapporti autentici.

Un Festival che parla al Sud e ai giovani

La rappresentazione ha segnato la chiusura del cartellone collaterale del Festival, un percorso ricco di incontri e riflessioni che ha acceso i riflettori su temi centrali per il Mezzogiorno e la Calabria. Le conferenze, ospitate negli spazi del Museo MARCA, hanno intrecciato storie di fede, coraggio e riscatto, evitando ogni retorica.

Tra i protagonisti, figure capaci di stabilire un dialogo diretto con il pubblico – in particolare con i giovani – come don Aniello Manganiello, don Mimmo Battaglia, lo scrittore Carlo Puca, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano e il maestro orafo Gerardo Sacco.

«È stato un piacere vedere tanti ragazzi partecipare con entusiasmo – ha commentato Santacroce –. Credo che la cittadinanza attiva si costruisca anche così: offrendo ai giovani esperienze che stimolano il pensiero critico e la voglia di cambiamento».

Dal docu-film di Erminio Perocco sulla Calabria bizantina, fino alle testimonianze di chi lavora per trasformare il Sud, la settimana del Festival ha offerto una visione nuova e ottimista di una terra complessa ma ricca di potenzialità.

In arrivo Gino Paoli e Massimo Ranieri

Dopo il successo della sezione dedicata alla cultura e al teatro, il Festival d’Autunno prosegue con due grandi eventi musicali: sabato 26 novembre, al Teatro Politeama, salirà sul palco Gino Paoli accompagnato da Danilo Rea, mentre il 5 dicembre sarà la volta di Massimo Ranieri con “Malìa”, il suo nuovo spettacolo jazz.