Nocera Terinese (Cz): mostra Fotografica sui Vattienti

mostra vattienti Nocera Terinese

Ci sono riti che costituiscono l’identità di una comunità, di un territorio, che a volte hanno superato critiche, censure e in qualche modo sono giunti fino a noi nella loro integrità a ricollegarci con il passato. Alcuni di questi raccontano più di altri per la loro unicità, per la loro forza. A pochi giorni dalla Settimana Santa la diocesi di Lamezia Terme, alla presenza di Monsignore Luigi Cantafora, inaugura Cum Fide, la mostra fotografica di Aleardo Grandinetti sul rito pasquale dei flagellanti di Nocera Terinese, curata dalla storica dell’arte Elisa Polimeni, vicepresidente dell’associazione Angoli Corsari che ha portato avanti l’iniziativa.

La mostra si è avvalsa delle competenze tecniche e di stampa di Spazio Fine Art di Aleassandro Coccimiglio.

L’evento, con la proiezione in anteprima di un video documentario sui Vattienti, avrà luogo martedì 4 aprile alle ore 18.30, presso il museo diocesano di Lamezia Terme. Cum Fide è una mostra fotografica che narra di uomini che in quei giorni rivivono la passione di Gesù. Racconta di emozioni, attese, dolore, paura, devozione e amore che il fotografo ha scelto di comprendere e interpretare per restituire attraverso le immagini l’umanità e l’identità di un popolo. Così come altri aspetti della cultura calabrese, i Vattienti di Nocera rappresentano, il dolore, le vessazioni di un territorio che negli anni è stato attraversato da popoli, che ha sofferto e ha trovato nella ritualità religiosa un elemento di riconoscimento e di unione. Accanto al rito religioso vi è quindi un rito sociale, l’immagine riflessa di un Sud che ancora oggi nelle manifestazioni religiose trova non solo fede, ma anche elementi fondamentali di comunità che altrove sono svolte da altre usanze. Difficile è capire, comprendere il tutto se non si ci lascia trasportare dal racconto di questo popolo, se non si è capaci di leggere dietro la superficie. Nella giornata di inaugurazione durante la visita della mostra sarà possibile parlare e intrattenersi oltre che con il fotografo, con esperti e studiosi del rito e con alcuni flagellanti.