Catanzaro, studenti in piazza contro l’alternanza scuola-lavoro (VIDEO)

Studenti in piazza a Catanzaro: “No all’alternanza scuola lavoro”

Questa mattina, venerdì 13 ottobre 2017, anche nel capoluogo calabrese si è svolta la prima grande mobilitazione studentesca dall’inizio dell’anno scolastico. A partire dalle prime ore del mattino, Piazza Matteotti si è colorata di striscioni, cartelli e megafoni: centinaia di ragazzi provenienti dagli istituti superiori della città hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato contro l’organizzazione dell’Alternanza Scuola-Lavoro, introdotta dalla riforma della “Buona Scuola”.

La protesta voleva dare voce a malcontenti che da mesi circolavano tra gli studenti italiani. Molti dei partecipanti hanno denunciato come i percorsi di alternanza si stessero trasformando, più che in occasioni formative, in attività percepite come «sfruttamento e perdite di tempo». La richiesta, scandita dai cori e ribadita durante gli interventi dal piccolo palco allestito in piazza, era chiara: «un’altra alternanza», cioè un modello gratuito, orientato, coerente con gli studi e soprattutto capace di fornire competenze reali.

Nel corso della mattinata, diversi rappresentanti hanno raccontato esperienze personali: c’è chi ha descritto settimane trascorse a svolgere mansioni ripetitive e marginali in archivi, uffici o negozi, e chi ha parlato di aziende che avrebbero beneficiato della presenza degli studenti come di una forma di manodopera non retribuita, senza garantire in cambio alcun arricchimento didattico. Non sono mancati riferimenti alla disomogeneità tra istituti: mentre alcuni ragazzi hanno potuto prendere parte a progetti considerati stimolanti, altri si sono ritrovati ai margini, con attività giudicate lontane dal proprio percorso scolastico.

La manifestazione di oggi si inserisce in una mobilitazione nazionale più ampia. Da Torino a Palermo, passando per Roma, Napoli e Bologna, in quel periodo le piazze italiane erano diventate luoghi di confronto e denuncia. Catanzaro non ha fatto eccezione: per oltre due ore la piazza ha funzionato da megafono generazionale, mostrando un disagio che, secondo gli studenti, non veniva adeguatamente ascoltato dai decisori politici.

La conclusione della giornata è avvenuta in un clima pacifico ma determinato. Prima dello scioglimento del corteo, gli organizzatori hanno ribadito che l’obiettivo non era respingere l’idea di un incontro tra scuola e mondo del lavoro, bensì chiedere un modello più dignitoso, utile e rispettoso del ruolo degli studenti. «Vogliamo una scuola che ci prepari al domani, non che ci sfrutti oggi», è stata una delle frasi più applaudite, pronunciata dal rappresentante di un liceo cittadino poco prima della chiusura.

Un messaggio diretto, semplice e politico, che oggi da Catanzaro si è aggiunto a un coro che attraversava l’intero Paese.