Accesso alle cure in Calabria: all’Università Magna Graecia un confronto sui ritardi e le prospettive del sistema sanitario regionale
CATANZARO, 17 LUG 2019 – L’equità di accesso alle cure continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario nazionale, con disuguaglianze ancora marcate tra le diverse regioni italiane. Tra i territori più in difficoltà, la Calabria registra ritardi significativi nella disponibilità delle nuove terapie, con effetti diretti sulla qualità dell’assistenza e sul rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Per affrontare questi temi, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, guidata dal Rettore Giovambattista De Sarro, ha promosso il 17 luglio una giornata di studio dal titolo “Accesso alle cure in Regione Calabria – Il ruolo dei prontuari regionali tra autonomie e sistema nazionale”. Un momento di confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del settore farmaceutico per analizzare le criticità del sistema e individuare possibili soluzioni operative.
Un tavolo di confronto ad alto livello
All’incontro hanno partecipato figure di primo piano del panorama sanitario nazionale e regionale: Antonio Belcastro, Direttore generale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria; Franco Pacenza, Delegato alla Sanità della Regione Calabria; Sinibaldo Esposito, Vicepresidente della III Commissione “Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative”; Patrizia Popoli, Direttore del Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione Preclinica e Clinica del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità; e Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria.
L’evento è stato preceduto da una serata di beneficenza, con il concerto della JC Band – guidata dallo stesso Scaccabarozzi – organizzato in collaborazione con l’ateneo. Il ricavato è stato devoluto a Villa Gioia Onlus di Catanzaro, che sostiene persone con disabilità, in particolare giovani con autismo.
“Il diritto alla salute non deve avere confini regionali”
Aprendo i lavori, il Rettore De Sarro ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto universale alla salute, sottolineando i limiti strutturali che ancora penalizzano la sanità calabrese: “Tempi di attesa siderali per esami e cure, liste interminabili per i farmaci, tagli al personale dovuti al blocco delle assunzioni: in sette anni abbiamo perso 3.800 professionisti. Ma la Calabria non può e non deve essere considerata un malato incurabile”.
Il Rettore ha poi evidenziato come i ritardi nell’accesso ai nuovi farmaci derivino anche dal fatto che la Commissione del Prontuario Terapeutico Regionale (PTR) si riunisce soltanto due volte l’anno, rallentando l’adozione delle nuove terapie.
Le voci dei protagonisti
Il Direttore Belcastro ha riconosciuto le difficoltà del sistema, ma anche i progressi compiuti: “Nonostante le criticità, la sanità calabrese esprime molte eccellenze. Stiamo lavorando per ridurre i tempi di accesso ai nuovi farmaci, puntando su un dialogo continuo tra clinici, farmacisti e industria”.
Sul tema della governance e della programmazione è intervenuto il Presidente di Farmindustria Scaccabarozzi, che ha posto l’accento sull’importanza della digitalizzazione e di una gestione efficiente delle risorse: “Non può essere un decreto a risolvere i problemi. Serve una visione di lungo periodo. È inaccettabile che i pazienti di alcune regioni attendano un anno per ricevere cure oncologiche che altrove sono già disponibili: in quel tempo, si riduce concretamente la loro aspettativa di vita”.
Franco Pacenza ha ribadito l’impegno della Regione Calabria a difendere un sistema sanitario universalistico “pur tra mille difficoltà”, mentre l’onorevole Sinibaldo Esposito ha sottolineato come l’iniziativa dell’Università rappresenti “un punto di partenza per invertire la rotta e garantire uguali diritti di cura a tutti i cittadini”.
I dati e le prospettive
La seconda sessione dei lavori, aperta dalla relazione della dott.ssa Patrizia Popoli, ha evidenziato come la Calabria, che nel 2017 si collocava tra le regioni virtuose nei tempi di accesso ai farmaci, abbia registrato negli ultimi anni un peggioramento dovuto a cambiamenti nella governance e alla riduzione della frequenza delle riunioni del PTR.
Non sono mancati, tuttavia, esempi virtuosi: come ha illustrato la dott.ssa Simona Mirarchi, l’Ufficio Regionale della Distribuzione per Conto ha ottenuto significativi risparmi grazie a un controllo costante e alla rinegoziazione dei prezzi con le aziende farmaceutiche.
I modelli di altre regioni – come Lazio, Campania e Veneto – mostrano che un recepimento rapido dei farmaci al miglior prezzo, unito a percorsi terapeutici appropriati, può garantire maggiore equità e sostenibilità.
Verso una “buona cura” per la sanità calabrese
La giornata di lavori all’Università Magna Graecia ha ribadito la necessità di un impegno congiunto tra istituzioni, università, operatori sanitari e industria per ridurre le disuguaglianze e garantire ai cittadini calabresi pari opportunità di cura.
“Il nostro obiettivo – ha concluso il Rettore De Sarro – è che la Calabria non sia più fanalino di coda, ma laboratorio di buone pratiche per una sanità moderna, equa e realmente accessibile a tutti”.
















