Cesa, Talarico Udc e tutte le 81 persone coinvolte nell’inchiesta Basso Profilo di Gratteri (I NOMI)

Inchiesta Basso Profilo Dia Procura Catanzaro, Cesa e Talarico
Inchiesta Basso Profilo Dia Procura Catanzaro, Cesa e Talarico

L’Operazione di oggi, Basso Profilo, della Dda di Catanzaro, ha visto coinvolti 81 gli indagati tra esponenti delle cosche Bonavenura-Aracri, Arena e Grande Aracri, ma anche imprenditori di spessore ed esponenti della PA. Se in prima battuta è emerso il nome del celebre notaio della città capoluogo, Rocco Gugliemo, a seguito della Conferenza Stampa e delle dichiarazioni del Procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri e del direttore della Dia, Maurizio Vallone, altri nomi di peso sono emersi.

In particolare sono emersi anche politici nell’inchiesta Basso Profilo e tra questi anche il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, la cui figura in questi giorni è stata coinvolta nella crisi di Governo. Cesa rappresentava uno dei possibili costruttori a sostegno della compagine giallo-rossa del Governo.

L’indagato Cesa e l’arresto di Talarico: terremoto nell’Udc con inchiesta Basso Profilo di Gratteri

Nell’inchiesta Basso Profilo, maxi-operazione anti ‘ndrangheta, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, è da notare che Cesa è indagato per concorso esterno. La sua abitazione romana è stata perquisita stamane dalle Forze dell’Ordine su disposizione della Procura di Catanzaro.

Tra gli arrestati, ai domiciliari, invece la figura regionale dell’Udc, nonché assessore regionale al Bilancio, Francesco Talarico.

Cesa: “Mi dimetto”

Cesa conferma di avere “ricevuto un avviso di garanzia sui fatti risalenti al 2017”. “Mi ritengo – spiega Cesa – totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla Procura competente”.

“Ho piena e totale fiducia – aggiunge Cesa – nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese – annuncia – rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale, con effetto immediato”.

Il blitz dell’inchiesta Basso Profilo

Il blitz portato avati dalla Dia, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, vede coinvolti amministratori locali, imprenditori e professionisti, tra cui come anticipato dalla redazione di Calabria Magnifica.it il notaio di Catanzaro, Rocco Guglielmo. Tredici persone sono state arrestate e condotte in carcere e 35 poste a domiciliari. Tra i destinatari del provvedimento i maggiori esponenti delle cosche Aracri, Arena e Grande Aracri, operanti nel Crotonese, oltre a imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi con le organizzazioni criminali.

I sequestri disposti

La Procura della Repubblica di Catanzaro, oltre alle misure cautelari, ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da patrimoni aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali.

Nel corso delle indagini è stata accertata la movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre 300 milioni di euro.

I nomi delle persone coinvolte

Sono 81 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta dell’operazione “Basso Profilo” della Dda di Catanzaro sulla città e su Crotone, eseguita da circa 200 uomini della Dia con l’aiuto di 170 unità tra Carabinieri, Mobile, Finanza, che ha portato alla notifica di 50 misure cautelari.

Provvedimento della misura cautelare in carcere

Disposto il provvedimento di misura cautelare in carcere per 13 persone: Antonio Santo Bagnato di Rocca Bernarda (Kr), Eliodoro Carduccelli di Catanzaro, Ercole D’Alessandro di Fuscaldo, Luciano D’Alessandro di Palermo, Vincenzo De Luca di Catanzaro, Concetta Di Noja di Torino, Natale Errigo di Reggio Calabria, Carmine Falcone di Cutro, Antonio Gallo di Catanzaro, Umberto Gigliotta di Catanzaro, Andrea Leone di Catanzaro, Antonino Pirrello di Reggio Calabria, Tommaso Rosa di Crotone.

Misura cautelare degli arresti domiciliari

Misura cautelare agli arresti domiciliari per 36 persone: Luigi Alecce di Catanzaro, Annarita Antonelli di Olevano Romano, Henrik Baci (Albania), Elena Banu (Romania), Giuseppe Bonofiglio di Crotone, Rosario Bonofiglio di Rocca Bernarda, Tommaso Brutto di Settingiano, Saverio Brutto di Catanzaro, Ilenia Cerenzia di Crotone, Nicola Cirillo di Catanzaro, Eugenia Curcio di Crotone, Giulio Docimo di Cosenza, Antonella Drosi di Catanzaro, Valerio Antonio Drosi di Catanzaro, Mario Esposito di Soveria Simeria, Santo Faldella di Crotone, Glenda Giglio di Bari, Giuseppe La Bernarda di Torino, Rodolfo La Bernarda di Cotronei, Giuseppe Lamanna di Torino, Francesco Lerose di Rocca Bernarda, Francesco Mantella di Catanzaro, Ieso Marinaro di Catanzaro, Daniela Paonessa di Catanzaro, Raffaele Posca di Catanzaro, Victoria Rosa di Torino, Giuseppe Selvino di Santa Severina, Maria Teresa Sinopoli di Catanzaro, Francesco Talarico di Nicastro, Luca Torcia di Crotone, Rosa Torcia di Catanzaro, Giuseppe Truglia di Catanzaro, Pino Volpe di Catanzaro, Alberto Zavatta di Catanzaro, Claudio Zavatta di Gerace.

Provvedimento del divieto di dimora

Il gip ha disposto per il notaio Rocco Guglielmo il divieto di dimora nel Comune di Catanzaro e il divieto di esercitare la professione per la durata di un anno. Il gip della distrettuale Alfredo Ferraro ha inoltre disposto la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Catanzaro, unitamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Odeta Hasaj.

Indagati a piede libero

Sono invece indagati a piede libero 29 persone: Bruno Andreoli di Crotone, Edmond Baci (Albania), Luciano Basile di Palermo, Mariarosaria Caliò di Catanzaro, Pierpaolo Caloiero di Crotone, Simone Cannarozzi di Ivrea, Lorenzo Cesa di Arcinazzo Romano, Monica Comberiati di Crotone, Matteo Femia di Ivrea, Antonello Formica di Settingiano, Francesco Gallo di Squillace, Bilar Hoxa (Albania), Domenico Iaquinta di Crotone, Alban Keta (Albania), Bledar Koci (Albania), Francesco Luzzi di Cosenza, Santo Mancuso di Catanzaro, Giuseppe Mangone di Catanzaro, Roberto Mari di Roma, Liberato Giuseppe Paciullo di Catanzaro, Rositsa Pazieva (Bulgaria), Andrea Rosa di Torino, Rolando Russo di Catanzaro, Giovanni Lorenzo Servidio di Cosenza, Maurizio Silipo di Catanzaro,  Giorgia Sollecchia di Bracciano, Tommaso Stranges di Conflenti, Rosa Talarico di Catanzaro, Memlin Voci (Albania).

L’accusa rivolta agli indagati

Gli indagati coinvolti nell’inchiesta Basso Profilo della Procura di Catanzaro, rispondono a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, riciclaggio, associazione a delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio, accesso abusivo al sistema informatico.

Il principale indagato l’imprenditore Antonio Gallo

Il principale dell’inchiesta è l’imprenditore Antonio Gallo, finito in carcere con l’accusa di essere a capo di un sodalizio criminale tra imprenditoria ed esponenti della criminalità organizzata.

Glenda Giglio, presidente giovani Confindustria Crotone ai domiciliari

Ai domiciliari invece l’attuale presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria di Crotone. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro, Alfredo Ferrro, su richiesta della Dda di Catanzaro.

Glenda Giglio, secondo le indagini, sarebbe molto vicina al principale indagato, Antonio Gallo. Inoltre la donna si sarebbe adoperata per trovare un notaio compiacente per far intestare fittiziamente alcune società a soggetti albanesi. Giglio lo individua nel notaio catanzarese Rocco Guglielmo, coinvolto nell’inchiesta. Il principale indagato, l’imprenditore Antonio Gallo, si rivolge sempre a Glenda Giglio (nel 2018) per tentare di avviare un incontro con l’attuale assessore regionale, Francesco Talarico anch’egli arrestato nell’operazione Basso Profilo.