Omicidio Rosso, la famiglia chiede giustizia: “Dott. Gratteri ci deve aiutare”

Sit-in a Catanzaro per Francesco Rosso: la famiglia protesta contro gli arresti domiciliari del mandante. “Non vogliamo vendetta, vogliamo giustizia”: appello dei genitori di Francesco Rosso

CATANZARO, 1 OTT 2025 – Questa mattina, Piazza Matteotti a Catanzaro è stata teatro di un sit-in promosso da familiari e amici di Francesco Rosso, il 34enne ucciso il 14 aprile 2015 nella sua macelleria di Simeri Mare. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità giudiziarie sul caso e sull’iter processuale che, agli occhi dei familiari, resta poco chiaro.

Condanna all’esecutore materiale

Lo scorso ottobre, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro ha inflitto 17 anni di reclusione a Danilo Monti, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio. Le indagini, condotte dalla compagnia Carabinieri di Sellia Marina, hanno accertato che l’omicidio sarebbe stato commesso su commissione, per vendetta nei confronti del padre di Rosso. Il presunto mandante, Evangelista Russo, già in carcere, è stato recentemente posto agli arresti domiciliari per motivi di salute, una decisione che ha scatenato la protesta dei familiari.

La protesta dei familiari e della comunità

La scarcerazione di Russo ha riacceso la rabbia e il dolore dei genitori di Francesco e dei suoi amici, che questa mattina hanno preso parte al sit-in davanti al Palazzo di Giustizia di Catanzaro. I manifestanti chiedono maggiore attenzione delle autorità e trasparenza nell’iter giudiziario, sottolineando come la vicenda abbia lasciato la comunità locale nello sconforto.

Le parole dei genitori

In lacrime, la madre di Francesco ha dichiarato davanti le telecamere di Calabria Magnifica.it: “Sono una mamma distrutta. Sono quattro anni e mezzo. Mi corico piangendo e mi alzo piangendo. Questa è la mia vita. Mio figlio era una persona speciale. Non posso accettare questa giustizia. Dott. Gratteri mi deve aiutare.”

Anche il padre di Francesco ha espresso il suo dolore e la sua frustrazione: “Già nel 2003 mi aveva sparato in un luogo pubblico, ma ha scontato solo dieci giorni di carcere. Questa è la legge italiana. Noi non vogliamo vendetta, vogliamo solo giustizia. Se uno è malato deve essere curato nelle strutture adeguate, non a casa. Tutti i sacrifici miei e di mio figlio per la nostra azienda sono stati distrutti. Adesso viviamo nella paura.”

Concludendo, il signor Rosso ha lanciato un appello diretto al Procuratore della Repubblica di Catanzaro: “Chiediamo al dott. Gratteri di aiutarci. Hanno ammazzato mio figlio, devono stare in carcere. Siamo disperati e vogliamo giustizia. Non vogliamo vendetta. Se ci fosse un risarcimento, lo darei ai poveri o lo utilizzerei per una struttura a favore di chi ha bisogno.”

Il sit-in di oggi testimonia la voglia di risposte da parte dei familiari di Francesco Rosso, e pone ancora una volta l’accento sulla necessità di trasparenza e attenzione da parte della Magistratura in un caso che continua a segnare profondamente la comunità di Simeri Mare e Catanzaro.

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