Papa Francesco e i suoi primi 10 anni di pontificato

Papa Francesco
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L’EDITORIALE

Il 10 marzo del 2013, la Chiesa cattolica eleggeva il suo primo Papa americano e gesuita: Jorge Mario Bergoglio. La scelta di chiamarsi “Francesco” come omaggio a San Francesco d’Assisi, l’uomo dei poveri e della pace, è stata già una dichiarazione d’intenti per il nuovo Pontefice.

Nei suoi primi 10 anni di pontificato, Papa Francesco si è distinto per la sobrietà nei costumi e nei modi, ma anche per alcune posizioni rivoluzionarie, come quelle riguardanti la diversità delle culture basate su sessualità e identità di genere. Tuttavia, il Papa non ha stravolto i dogmi della Chiesa su grandi temi, come l’aborto e l’omosessualità.

Una delle principali priorità di Papa Francesco è stata quella di essere vicino ai poveri e di guidare la ricerca della pace. In questi 10 anni, il Pontefice ha fatto 6 visite ad Assisi, la città di San Francesco.

LE ENCICLICHE DI PAPA FRANCESCO

Tra le principali opere di Papa Francesco ci sono state tre encicliche. La prima, Lumen Fidei, è stata pubblicata nel luglio del 2013, solo pochi mesi dopo la sua elezione. La seconda, Laudato Si‘, è stata pubblicata nel 2015 ed è stata incentrata sulla tutela dell’ambiente. Infine, Fratelli Tutti, pubblicato nell’ottobre 2020, è stata una riflessione sulla fraternità e sull’amicizia sociale.

PAPA FRANCESCO E LA LOTTA ALLA PEDOFILIA

Il tema della pedofilia nella Chiesa cattolica è stato al centro dell’attenzione per molti anni e papa Francesco ha cercato di affrontare il problema in modo deciso e trasparente. Nel corso degli anni, il Papa ha suggerito diverse iniziative per affrontare questo problema, tra cui la creazione di una commissione ad hoc per la protezione dei minori e l’organizzazione di una conferenza sulla pedofilia nel 2019.

Nel 2014, Papa Francesco ha incontrato vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero e ha espresso il suo profondo dispiacere per quanto accaduto. Ha inoltre promesso di fare tutto il possibile per proteggere i minori e ha dichiarato che la Chiesa cattolica non tollererà più alcun abuso sessuale sui minori.

Nel 2019, durante la conferenza sulla pedofilia, Papa Francesco ha affermato che la Chiesa deve fare di più per affrontare il problema. Ha dichiarato che i sacerdoti che abusano dei minori sono dei “mostri” e ha promesso che la Chiesa avrebbe combattuto la pedofilia con tutte le sue forze.

Inoltre, Papa Francesco ha introdotto delle nuove norme riguardanti la denuncia degli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica. Ha istituito un sistema per segnalare gli abusi direttamente al Vaticano, in modo da garantire che le accuse vengano gestite in modo rapido ed efficace.

In molti casi, tuttavia, la Chiesa cattolica non sta ancora facendo abbastanza per combattere la pedofilia. Alcune persone ritengono che la Chiesa debba fare di più per garantire che i membri del clero responsabili di abusi sessuali siano puniti in modo adeguato.

Nonostante le iniziative di Papa Francesco, infatti, ci sono ancora casi di abuso sessuale all’interno della Chiesa cattolica. Papa Francesco stesso ha ammesso che il problema è ancora molto diffuso e che ci sono ancora molte cose da fare per garantire la protezione dei minori.

LA COABITAZIONE CON PAPA BENEDETTO XVI

Un altro evento significativo nel pontificato di Papa Francesco è stata la coabitazione con il predecessore, Papa Benedetto XVI. Nel 2013 Papa Benedetto XVI ha annunciato la sua decisione di rinunciare al pontificato e di ritirarsi a vita privata. Papa Francesco e Papa Benedetto XVI hanno vissuto insieme nei Giardini Vaticani per un periodo di tempo e hanno sviluppato un forte rapporto di amicizia.

GLI AFFITTI

Tra le tematiche affrontate, è importante menzionare anche l’impegno di Papa Francesco riguardo alla gestione degli affitti dei beni immobili di proprietà della Chiesa. Infatti, lo scorso 1° marzo, il Papa ha disposto l’abrogazione delle norme che consentono l’utilizzo gratuito oa condizioni di particolare favore degli immobili di proprietà degli enti che fanno riferimento alla Santa Sede.

La decisione è stata presa per lontano fronte agli impegni crescenti che l’adempimento al servizio alla Chiesa Universale e ai bisognosi richiede in un contesto economico quale quello attuale, di particolare gravità. Questo significa che le strutture ecclesiastiche non potranno più usufruire degli immobili in maniera gratuita oa condizioni privilegiate, ma dovranno affrontare il pagamento dei canoni d’affitto in maniera corretta.

Si tratta di una scelta importante, che riflette l’attenzione di Papa Francesco alla trasparenza e alla giustizia economica, nonché alla necessità di garantire una gestione efficiente delle risorse a disposizione della Chiesa. L’obiettivo è quello di utilizzare in maniera responsabile le risorse finanziarie della Chiesa, senza tralasciare la sua missione di supporto ai bisognosi e alle comunità più svantaggiate.

In conclusione, i primi 10 anni di pontificato di Papa Francesco sono stati rilevati dalla sua dedizione ai poveri e alla pace, dalle sue posizioni rivoluzionarie su alcune questioni sociali, ma anche dal rispetto per i dogmi della Chiesa. Le sue encicliche, in particolare, hanno incontrato temi importanti dell’attualità, come la tutela dell’ambiente e la fraternità sociale.

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