Claudio Baglioni e la satira che diventa denigrazione

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Claudio baglioni foto by ANGELO TRANI

Se si è personaggi pubblici è normale essere oggetto di satira.

Vero. Ma c’è un limite in cui riconoscerla?

“Solo quando riesci a tacere evitando discussioni inutili che mostri la tua intelligenza e saggezza”.

Mi è capitato di leggere questa frase di Vera Santoro girovagando per internet e ho pensato a quanto sia signorile una tale risposta se si viene offesi, e alla potenza del silenzio in risposta a un tentativo di diffamazione.

Se si pensa poi che le offese e la denigrazione possono essere fatte, amplificate, tramite media e in nome della satira, ecco che il rumore delle risate sarcastiche si perdono nelle stanze dell’oblio proprio grazie alla non risposta.

Claudio Baglioni e il diritto di satira

Da un po’ di anni in qua, c’è una trasmissione televisiva nota, Striscia la notizia, che in nome della satira e di una presunta ricerca della verità, sta letteralmente prendendo di mira Claudio Baglioni. Ultimamente, sta cercando di sminuire i testi delle canzoni da lui composte, accusandolo di presunti plagi a un pubblico che sicuramente è ignorante in materia, nel senso che ignora la storia sia umana che artistica di uno dei più grandi cantautori italiani. Appare quindi un gioco facile quello di “farne carne da macello” per una platea televisiva che bullizza, con godimento, un artista che invece meriterebbe un po’ di rispetto visto che è ormai entrato nella storia della musica leggera italiana da molto tempo.

Certo, il diritto di satira è sacro. A nessuno verrebbe in mente di ammutolire altri artisti che hanno il diritto di esprimersi in nome di un’arte nobilissima come quella della satira, appunto.

Ma tra ironia, satira e diffamazione, le differenze sono sottilissime ed è facile anche cadere nell’ultima che di “artistico” ha ben poco.

Dai latini a Pirandello passando per il tg satirico

Mettiamo in chiaro una cosa: la prima e unica regola della satira è che nella satira non ci sono regole. Dario Fo per sfuggire alla censura usava la satira (intesa come atto diffamatorio) con il suo Grammelot. La satira, nata sin dai tempi della Commedia dell’arte, ha consentito di praticare il diritto al dissenso in modo da non essere perseguitato dal potere.

Ma possiamo citare anche Pirandello e prima ancora i latini che usavano la satura, nell’espressione lanx satura.

Ora, appare abbastanza chiaro che la levatura di un Dario Fo e di un Pirandello è ben lontana da un programma televisivo che inneggia il diritto di satira mescolandola con il trash e il pettegolezzo.

Le citazioni letterarie di Claudio Baglioni sono note

Tornando a Claudio Baglioni, il cui senso dell’umorismo è invece noto a chi lo conosce bene, appare abbastanza noiosa e inconcludente questa ricerca di presunti plagi letterari fatti all’interno delle sue canzoni.

I fan più informati sono a conoscenza delle citazioni letterarie. Già 20 anni fa, nasceva una mailing list dal nome Reginella, in cui si raccoglievano i riferimenti e i rimandi di libri e di aforismi. A nessuno è mai venuto in mente di pensare a dei plagi perché è abbastanza nota la passione di Baglioni per la lettura e la sua cultura da cui attinge per scrivere e descrivere.

La reazione dei fan dell’artista alla satira televisiva

Attualmente, c’è un gruppo nato su Facebook, ClaudioNonStriscia, che promette azioni legate alla difesa morale dell’artista. Anche perché chi cerca di affossare la credibilità di Baglioni è il Mago Casanova, un personaggio che ha lavorato con lui durante una serie di concerti negli stadi italiani. Sembrerebbe quasi una rivalsa personale perché questa persona ci va giù pesante e non mancano le derisioni anche fuori dal contesto televisivo.

Prima ancora sono nate delle petizioni online per cercare di richiamare l’opinione pubblica su questa vera e propria ossessione da parte del tg satirico.  

Se a questa esigenza dettata dalle regole dello spettacolo, e forse poco artistica, si lega il bisogno del pubblico di sfogare frustrazioni personali su personaggi famosi, ecco che la satira non è più accettabile poiché non stimola il senso critico, ma autorizza un popolo “ignorante” a deridere e non a sorridere.

La satira come diceva Pirandello è il “sentimento del contrario”. La riflessione che avviene dopo la risata. L’aspetto critico relativo all’analisi della persona oggetto della presa in giro.

Viene da chiedersi, quindi: dove sta la riflessione? Dov’è la satira in tutto ciò?

Le risposte si hanno, ovviamente. Le domande sono retoriche.

Ci sarebbe da sottolineare che i testi di Baglioni sono stati spesso oggetto di tesi universitarie e che ha avuto riconoscimenti importanti proprio per le liriche. Se volessimo parlare anche dell’aspetto musicale, il Maestro Ennio Morricone si sarebbe espresso elogiando la scrittura in note.

Perché ciò non viene detto? Perché si cerca di svilire una carriera che dura da oltre 50 anni?

Forse il pubblico che oggi ride dovrebbe farsi queste domande e non partecipare a questo gioco, riflettendo. Ma probabilmente in una società dove le fake news vengono facilmente diffuse perché nessuno controlla le fonti, dove gli utenti non leggono gli articoli fermandosi ai titoli (letti male pure quelli) e dove – soprattutto – si scrivono parole pesantissime nei social, attivare l’attività cognitiva è chiedere troppo.

Il silenzio dell’artista romano

Intanto, negli uffici romani dell’artista e nella sua Associazione Culturale vige il silenzio. Pare non siano state fatte querele, ma se il cantautore sta preferendo ignorare, concentrandosi sull’uscita recente di un singolo colonna sonora del film di Muccino, dello stesso parere non sono i fan che ormai sono stanchi di vedere bullizzato il loro beniamino.

La satira è una sorta di specchio dove chi guarda scopre la faccia di tutti tranne la propria”

Visto che si parla di citazioni e di plagi, è bene sottolineare che la frase è di Jonathan Swift.

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