Festival d’Autunno, al MARCA la danza contemporanea di Smile

Festival d’Autunno, al MARCA la danza contemporanea di Smile
Festival d’Autunno, al MARCA la danza contemporanea di Smile

Lo spettacolo di Marco Laudani e Claudio Scalia ha portato al Museo delle Arti di Catanzaro un racconto danzato tra ironia, tradizioni e convivialità, coinvolgendo il pubblico nel segno dello stare insieme. Il Festival prosegue con Vinicio Capossela e Gonzalo Rubalcaba

La danza contemporanea ha incontrato il pubblico del Museo delle Arti di Catanzaro (MARCA) con Smile, spettacolo inserito nel programma della XXIII edizione del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce. Al centro della performance, andata in scena ieri pomeriggio, ci sono stati i gesti quotidiani, le relazioni e il bisogno di condividere momenti semplici, dal caffè al brindisi.

Prodotto da Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse per la Danza in collaborazione con Ocram Dance Movement, il lavoro nasce dalle coreografie di Marco Laudani e Claudio Scalia e si sviluppa in due parti, Espresso e Cheers. Due quadri differenti, uniti dalla ricerca di un linguaggio capace di raccontare i rapporti umani attraverso il movimento, la mimica e l’interazione con gli spettatori.

Il primo segmento, Espresso, gioca con gli stereotipi e i simboli dell’italianità attraverso una rappresentazione ironica. Francesco Adamo interpreta un turista appena arrivato, che entra in relazione con Marco Di Dato. A guidare la scena è anche la voce registrata di Irene Quirós, che accompagna la narrazione in due lingue, mentre le musiche di Ennio Morricone costruiscono un’atmosfera intensa, con richiami alle sonorità del cinema western.

Tra le immagini evocate dalla coreografia compare La creazione d’Adamo: un filo unisce i due interpreti, richiamando con ironia lo spaghetto e diventando al tempo stesso un segno concreto del loro legame. Quando il filo cade, l’ingresso di Quando, quando, quando di Tony Renis modifica il ritmo della scena e apre a nuovi riferimenti culturali. La precisione tecnica dei danzatori si accompagna a una forte espressività del volto, fino a un finale in cui sventola il tricolore, sottolineando il carattere identitario del quadro.

Con Cheers, il racconto si allarga a quattro interpreti: ad Adamo e Di Dato si aggiungono Rachele Pascale e Paola Tosto. I costumi coordinati, firmati da Gabriella Palomba per Theama for Dance, contribuiscono a creare un’immagine uniforme. All’inizio i movimenti dei danzatori sono meccanici, quasi quelli di automi con le articolazioni bloccate, accompagnati dalle sonorità metalliche di Travis Lake. La sequenza richiama la distanza che può insinuarsi nelle relazioni quotidiane, anche attraverso la tecnologia e i nuovi modi di comunicare, prima di lasciare spazio a un intermezzo ironico che imita le lezioni di un maestro di danza d’altri tempi, completo di fischietto.

La scena cambia con l’arrivo del brindisi. I quattro interpreti distribuiscono calici vuoti agli spettatori e, sulle note de La Traviata di Giuseppe Verdi, trasformano la platea in parte integrante della performance. Il riferimento è al celebre Libiamo ne’ lieti calici, legato proprio all’idea di festa e condivisione. La partecipazione del pubblico diventa così il cuore del secondo quadro, che alterna mimica accentuata, ironia, scatti improvvisi e movimenti aerei, fino agli applausi e agli inchini conclusivi.

La convivialità, filo conduttore dell’intero spettacolo, assume un significato che va oltre il semplice gesto del brindisi. Smile mette al centro il bisogno umano di ritrovarsi e costruire relazioni, un tema che la rappresentazione richiama anche in un contesto storico segnato dai conflitti.

Accanto alla performance, il programma ha riservato spazio alla formazione con una masterclass condotta da Claudio Scalia, organizzata prima dello spettacolo e rivolta ai giovani. I partecipanti hanno iniziato con esercizi di rilassamento, per poi esplorare nuove possibilità espressive del corpo nello spazio, immaginando forme e colori e arrivando alla composizione di una breve coreografia.

Scalia, vestito di nero nella sala dominata dal bianco, ha accompagnato i ragazzi in un percorso pratico dedicato alla filosofia della disciplina e alla consapevolezza del movimento. L’esperienza ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con la danza in un ambiente diverso dalla palestra, all’interno di un museo dedicato alle arti visive.

Con questa iniziativa, il Festival d’Autunno porta la danza contemporanea in uno spazio non convenzionale, offrendo ai giovani che studiano questa disciplina l’opportunità di vivere il movimento in un contesto artistico differente da quello abituale.

Il cartellone prosegue oggi, sabato 24 ottobre alle ore 21, al Teatro Politeama “Mario Foglietti” con E morte non avrà dominio, la «ballad opera» di Vinicio Capossela con Pierpaolo Capovilla, ispirata all’opera del poeta gallese Dylan Thomas e alla vita di Renato Striglia. La rappresentazione darà vita a un Bosco di Latte fatto di memorie e suggestioni radiofoniche, con un protagonista che attraversa i fantasmi del proprio villaggio. In programma anche l’ascolto in anteprima di quindici brani inediti, dedicati alla vita e alla ribellione.

Il successivo appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre alle ore 21, sempre al Teatro Politeama, dove Gonzalo Rubalcaba presenterà Gonzalo Plays Pino. Il progetto rende omaggio a Pino Daniele e nasce dall’album candidato ai Latin Grammy: sul palco, la tradizione napoletana incontrerà l’anima cubana del pianista, affiancato da musicisti del panorama jazz internazionale per celebrare il bluesman partenopeo.