Festival delle Serre, Cerisano chiude cinque giorni di cultura

Festival delle Serre, Cerisano chiude cinque giorni di cultura
Festival delle Serre, Cerisano chiude cinque giorni di cultura

Il Festival delle Serre ha concluso l’edizione 2026 dopo cinque giornate tra jazz, teatro, comicità, cinema, libri, spettacoli per ragazzi e arte di strada, con Palazzo Sersale al centro della programmazione e l’obiettivo di renderlo un hub culturale attivo tutto l’anno

Il Festival delle Serre ha chiuso a Cerisano, in provincia di Cosenza, la sua edizione 2026 dopo cinque giornate di appuntamenti che, dal 1° al 5 settembre, hanno coinvolto piazze, palazzi e spazi teatrali del paese. Jazz, teatro, comicità, cinema, incontri culturali, spettacoli per ragazzi, arte di strada e musica dal vivo hanno composto un programma rivolto a pubblici differenti.

Il principale punto di riferimento musicale è stato ancora una volta Palazzo Sersale, luogo simbolo della manifestazione. La rassegna jazz si è aperta con Denise King & The Hammond Groovers, con la cantante americana accompagnata dal caratteristico suono dell’organo Hammond e da una proposta legata alle tradizioni jazz, blues, gospel e soul.

Il secondo appuntamento ha avuto come protagonista Frida Bollani Magoni, impegnata in un concerto costruito tra voce, tastiera e libertà interpretativa, con la partecipazione, per una parte della serata, del percussionista Mark Glentworth.

La terza giornata ha portato sul palco Eleonora Strino, tra le personalità della scena jazz italiana, insieme a Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria. Il 4 settembre è stata quindi la volta di Francesca Tandoi, pianista e cantante di formazione jazzistica, accompagnata da Emma Smith, Stefano Senni e Pasquale Fiore. Swing, interplay e ricerca melodica hanno caratterizzato la serata.

A chiudere il programma musicale è stato Raphael Gualazzi, affiancato da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria. Il suo pianismo ha attraversato stride, ragtime, blues e swing, con sincopi, improvvisazione e fraseggi in levare, mantenendo aperto il dialogo con soul e canzone d’autore.

Il programma ha però spaziato ben oltre il jazz. All’Anfiteatro è stata protagonista la comicità, a partire da Gabriele Cirilli con CiRider – Il mio viaggio, la mia biografia. Sono seguiti Francesco Procopio, con Mica so io? Mannaggia ’a Cardarella, Fill Pill con Divulgazione coatta ambientale, Giovanni Vernia e, nell’ultima serata, Valeria Graci con Volevo essere io.

Graci ha concluso il percorso teatrale davanti a una platea gremita, affrontando attraverso la comicità temi legati a relazioni, maternità, aspettative, ricordi e nevrosi quotidiane, costruendo lo spettacolo attraverso ritmo, pause, cambi di voce e osservazione della quotidianità.

Il cartellone si è poi distribuito negli altri spazi di Cerisano. La sezione cinematografica ha proposto Toy Story 5, Supergirl, Jumpers, Super Mario Galaxy e Odissea, mentre le piazze hanno ospitato gli spettacoli di strada rivolti anche a famiglie e bambini: Non rompitemi le bolle, Carillon, Labbollatorio, Mastro Focalaio e L’Alchimista.

Al Teatro Saccoman sono state concentrate le proposte per i più giovani. Le serate sono state inoltre accompagnate dalle attività di Corner e Agorà, tra musica dal vivo e dj set, fino all’esibizione dei Rocks’n Dolls, che hanno portato il rock in Piazza Zupi nell’ultima notte.

Il Festival ha dedicato spazio anche alla presentazione di libri e al confronto culturale. La prima giornata ha ospitato Accadeva nello studio Gullo di Enzo Aprile, mentre il 2 settembre è stato presentato Guerrieri di Gianluca Guida.

Il bilancio della manifestazione si lega intanto a un progetto più ampio che riguarda proprio Palazzo Sersale. Il sindaco Lucio Di Gioia guarda infatti alla struttura come a un luogo culturale capace di operare oltre i giorni del Festival.

«Abbiamo immaginato Palazzo Sersale come un hub culturale al servizio dell’intera Calabria, un luogo dedicato alla formazione, alla conoscenza e alla crescita delle nuove generazioni», spiega Di Gioia, richiamando gli investimenti realizzati negli ultimi anni e le risorse del PNRR, «utilizzate e rendicontate integralmente».

La strategia dell’amministrazione comunale punta a collegare cultura, formazione e sviluppo del territorio. «Da questa visione sono nate le collaborazioni con l’Università della Calabria, con il Conservatorio di Cosenza, i percorsi di alta formazione, il master universitario e il polo dedicato agli audiovisivi. Abbiamo promosso anche una scuola di politica per parlare ai giovani, raccontare le buone pratiche amministrative e contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente».

L’obiettivo indicato dal primo cittadino è dare continuità alle attività: «Palazzo Sersale deve vivere durante tutto l’anno» e, per farlo, secondo Di Gioia, sono necessarie nuove risorse e una presenza più forte delle istituzioni europee. Il sindaco richiama inoltre la necessità di riportare la questione meridionale al centro del dibattito politico, sottolineando la presenza in Calabria di competenze, energie e di una nuova classe dirigente.

Nella sua prospettiva, la cultura rappresenta una delle risorse attraverso cui il Mezzogiorno può costruire nuove occasioni: «La cultura resta uno dei grandi patrimoni del Sud. Non chiediamo elemosine. Chiediamo rispetto, attenzione e la possibilità di trasformare ciò che abbiamo in occasioni concrete di crescita».

Di Gioia ha inoltre collegato il ruolo degli amministratori locali alle difficoltà sociali con cui i territori devono confrontarsi quotidianamente, citando anche la salute mentale e la crescente domanda di assistenza. La strada indicata passa da investimenti, servizi, formazione e cultura.

Al termine della manifestazione, il sindaco ha rivolto un ringraziamento alla comunità e a quanti hanno contribuito alla realizzazione del Festival, parlando di «una imprevedibile ed emozionante manifestazione di affetto» arrivata dopo la chiusura della rassegna, attraverso strette di mano, abbracci e messaggi pubblici e privati.

Il riconoscimento è stato rivolto ad assessori e consiglieri, alla governance comunale, ai tecnici e ai dipendenti, ai ragazzi coinvolti nel progetto sociale, ai collaboratori delle cooperative, agli operatori ecologici, agli addetti alla vigilanza e alle forze dell’ordine. Un ringraziamento è andato anche ai cittadini, agli operatori commerciali e ai giovani impegnati nell’accoglienza e nell’ospitalità, oltre che agli artisti, ai tecnici e alle maestranze.

Alla comunità di Cerisano Di Gioia ha riconosciuto «una ennesima grande prova di civiltà, cultura e spirito di accoglienza», definendo le giornate appena trascorse «cinque straordinarie giornate in cui Cerisano è stata capitale d’Europa».

L’edizione 2026 è stata la 32ª edizione del Festival delle Serre. Il prossimo appuntamento è già previsto nel 2027 con la 33ª edizione.

Il progetto è stato finanziato con risorse POC Calabria 2014/2020 – Azione 6.8.3, nell’ambito dell’Avviso pubblico “La Calabria che incanta”.