Mauro Repetto e gli 883 rivivono a Catanzaro

Mauro Repetto concerto al Teatro Polietama di Catanzaro
Mauro Repetto concerto al Teatro Polietama di Catanzaro

Tra nostalgia e nuove emozioni al Festival d’Autunno: l’Uomo Ragno di Mauro Repetto a Catanzaro

Quando le prime note di “Come mai” hanno riempito il Teatro Politeama di Catanzaro, il pubblico ha subito capito che non stava assistendo a un semplice concerto. Mauro Repetto, icona degli 883, ha trasformato la serata in un viaggio tra memoria e sogni, dove ogni canzone diventava porta d’accesso a ricordi condivisi, emozioni sospese e desideri di sempre.

Inserito nel cartellone della XXII edizione del Festival d’Autunno, lo spettacolo “Alla ricerca dell’Uomo Ragno” non racconta soltanto una carriera musicale: è una storia di coraggio e di scelte radicali. Repetto ha condiviso con il pubblico la decisione di abbandonare il successo consolidato per inseguire un sogno, con la semplicità e l’ironia di chi non ha bisogno di creare eroi. «Alla mia età i sogni diventano ricordi», ha confessato, invitando la platea a fare lo stesso. Tra le voci che si sono fatte avanti, quella di Floriano Noto, presidente dell’US Catanzaro, ha acceso un sorriso e una conversazione sul calcio, riportando alla mente leggende locali come Massimo Palanca ed Edy Bivi, mentre la distanza tra palco e platea svaniva in un attimo.

Gli anni d’oro e le hit senza tempo

Sul palco, nulla di superfluo: pochi teli per le proiezioni e la magia del racconto che prende vita tra musica, immagini e ricordi. Repetto ha intrecciato la propria storia con quella di Max Pezzali, ripercorrendo il cammino di due ragazzi di Pavia che hanno conquistato la musica italiana con talento e leggerezza. A fare da guida in questo dialogo tra passato e presente, l’Uomo Ragno — interpretato da Davide Tagliento — e la tecnologia, con proiezioni delle versioni adolescenti di Mauro e Max che scherzano, provocano e danno ritmo a un racconto tanto leggero quanto profondo.

Il pubblico ha rivissuto gli esordi degli 883, dai primi passi con Claudio Cecchetto a Castrocaro, fino a brani che hanno segnato la storia del pop italiano come “6/1 sfigato”, “Con un deca”, “Rotta per casa di Dio” e, naturalmente, “Gli anni”. Repetto ha rievocato incontri storici con Linus, Gerry Scotti, Sabrina Salerno e Fiorello, raccontando aneddoti che hanno accompagnato l’incisione dell’album “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, venduto in oltre 1,4 milioni di copie e capace di restare 14 settimane in vetta alle classifiche. L’emozione più grande, ha confessato, resta quella di cantare “Gli anni” insieme al pubblico, che ha scandito ogni parola come fosse un coro collettivo.

Scelte coraggiose e sogni da inseguire

La seconda parte dello show ha esplorato la scelta più radicale di Repetto: lasciare Max e la strada sicura per seguire un sogno americano, una vita a velocità doppia. Accanto a lui, la figura di Brandi, interpretata da Monica De Bonis, ha incarnato quella spinta intensa e irrazionale che muove le vite e le passioni autentiche. Lo spettacolo si è rivelato così non solo un racconto musicale, ma un manifesto sull’importanza di restare fedeli a sé stessi, anche quando significa sfidare la convenzione.

Le hit generazionali come “Tieni il tempo” e “Nord Sud Ovest Est” hanno trasformato la platea in un coro, accompagnando ogni passo della storia personale di Repetto. L’atto finale, con la consegna del Cavatore d’Argento realizzato dal maestro Michele Affidato, ha suggellato un abbraccio tra artista e pubblico: applausi, cori e sorrisi che hanno confermato il successo di una serata memorabile.

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