Nel mirino i presìdi di Pizzo, Crotone, Lamezia Terme e Rosarno. Chiara Colosimo conferma gli accertamenti, ma precisa: «Non posso dire oggi che questo sia davvero avvenuto».
Le proteste di agricoltori e autotrasportatori in Calabria finiscono sotto la lente della Commissione parlamentare Antimafia. L’organismo presieduto da Chiara Colosimo ha avviato approfondimenti per verificare l’eventuale presenza di interessi riconducibili alla criminalità organizzata e possibili tentativi di condizionare le mobilitazioni.
L’attenzione riguarda in particolare i presìdi di Pizzo, Crotone, Lamezia Terme e Rosarno. La Commissione si è attivata dopo la richiesta presentata il 13 ottobre dal senatore di Fratelli d’Italia Marco Silvestroni, che aveva sollecitato verifiche sulle notizie emerse in relazione alle manifestazioni.
Nella risposta al parlamentare, Colosimo ha riferito che, dopo le segnalazioni ricevute, le prime verifiche hanno fatto emergere «importanti elementi di riscontro» e altre circostanze ritenute meritevoli di approfondimento. L’obiettivo è ricostruire eventuali presenze o interessi criminali e verificare se vi siano stati tentativi di condizionamento delle iniziative.
Colosimo: «Dobbiamo tutelare chi protesta legittimamente»
Il 23 ottobre, a Vibo Valentia, la presidente della Commissione ha confermato pubblicamente l’avvio degli accertamenti, definendoli un dovere istituzionale. Ha anche chiarito che, allo stato attuale, non è possibile affermare che le infiltrazioni siano effettivamente avvenute.
«Bisogna allora capire se queste persone lo abbiano fatto spontaneamente e singolarmente, oppure no», ha dichiarato Colosimo, riferendosi alla necessità di accertare eventuali legami e dinamiche dietro la partecipazione alle proteste.
La distinzione è centrale. Le difficoltà denunciate da agricoltori, autotrasportatori e piccoli operatori economici non vengono meno per il fatto che siano in corso verifiche. Allo stesso tempo, eventuali tentativi di sfruttare una mobilitazione per interessi criminali richiedono accertamenti puntuali.
La Commissione valuterà ora le iniziative conoscitive ritenute opportune. Saranno gli approfondimenti a chiarire se vi siano stati condizionamenti e quale sia la loro eventuale portata. Per il momento si parla di ipotesi da verificare, non di responsabilità accertate.


















