“Presidente zombie”? Occhiuto rilancia: “Torno in campo, voglio cambiare la Calabria”
ROMA, 7 AGO 2025 – Ospite del programma di approfondimento condotto da Marianna Aprile e Luca Telese su La7, Roberto Occhiuto, ex presidente della Regione Calabria e volto di Forza Italia, ha affrontato senza filtri le questioni che lo vedono al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. “Porto la voce del Sud in un contesto dove spesso viene ignorata”, ha esordito il politico, rivendicando il proprio ruolo e la volontà di non sottrarsi al confronto.
Occhiuto è infatti indagato per corruzione in un’inchiesta che coinvolge anche un suo ex socio, Paolo Posteraro, e l’amministratore unico di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro. “Sono accuse infondate – ha dichiarato – l’indagine riguarda rapporti tra soci, non atti amministrativi. Credo che sarà archiviata, ne sono convinto”.
L’ex governatore si dice sereno: “Quando ho deciso di uscire dalla società, ci sono state divergenze sul valore delle quote. Ho fatto valutare la mia parte da un perito a 250 mila euro, ma ho accettato di venderla per 120 mila più una Smart ceduta a un valore simbolico. Ho potuto chiarire tutto: sono tranquillo”.
Durante l’intervista, Luca Telese ha incalzato il presidente dimissionario su un tema cruciale: un politico è responsabile delle scelte delle persone che nomina? “Sì, è giusto assumersi responsabilità politiche – ha risposto Occhiuto – ma non si può essere colpevoli per tutto ciò che fanno gli altri. Prima dell’inchiesta vedevo tutti disponibili, ora molti si sono messi in una posizione attendista”.
Occhiuto ha poi portato come esempio il caso Abramo, una delicata vertenza occupazionale che – a suo dire – era stata risolta con rapidità grazie a un intervento creativo dell’amministrazione regionale. “Abbiamo trovato una soluzione per i lavoratori in difficoltà, ridisegnando i loro ruoli. Ma oggi, anche decisioni già prese rischiano di bloccarsi per via di una burocrazia paralizzata e un continuo scaricabarile tra dirigenti. La macchina si è fermata”.
Il politico calabrese ha motivato così la scelta di dimettersi: “Oggi non posso neppure cambiare un direttore generale. Per questo meglio ridare la parola ai cittadini. Se i calabresi mi daranno di nuovo fiducia, potrò rimettere in moto la macchina organizzativa come ho fatto all’inizio del mio mandato. Ho ancora molto da fare”.
In chiusura, uno sguardo alle elezioni regionali. Telese gli pone la domanda: chi teme di più come avversario, l’ex presidente INPS Pasquale Tridico o l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano? Occhiuto risponde diplomaticamente: “Saranno i calabresi a scegliere chi ritengono all’altezza”.
Un’intervista che mostra un Occhiuto determinato a scrollarsi di dosso l’etichetta di “presidente zombie” e intenzionato a chiedere ai calabresi un secondo mandato per completare un lavoro – a suo dire – solo interrotto, non concluso.


















