Programmazione agricola: Calabria al 100% sulla spesa PSR nel confronto con Bruxelles

Agricoltura in Calabria
Agricoltura in Calabria

Programmazione agricola e fondi europei al centro dell’incontro tra Regione Calabria e Commissione UE: spesa PSR completamente certificata, risultati superiori alla media nazionale e nuova strategia CSR 2023–2027 già avviata

La programmazione agricola calabrese supera l’esame europeo e lo fa con numeri che rompono vecchi stereotipi. Nel corso del confronto annuale tra Regione Calabria e Commissione Europea, dedicato alla chiusura del PSR 2014–2022 e all’avvio del CSR 2023–2027, è stato certificato un dato di assoluto rilievo: la Calabria ha raggiunto il 100% della spesa PSR, collocandosi oltre la media nazionale. Un risultato che riguarda l’intero territorio regionale, nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia, e che segna un cambio di passo nella gestione dei fondi europei.

A presentare i risultati è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha rivendicato la portata del traguardo raggiunto: «Abbiamo speso fino all’ultimo centesimo – ha dichiarato – raggiungendo un obiettivo che per certi versi appariva irraggiungibile. Oggi la Calabria dimostra una capacità di spesa superiore anche a quella di regioni tradizionalmente considerate più virtuose».

Alla base del risultato, il lavoro congiunto tra Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria e Commissione Europea, sotto il coordinamento del Direttore e Autorità di Gestione ing. Giuseppe Iiritano. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti della Direzione Generale Agricoltura (DG Agri), guidati dal capo dell’Unità Italia Filip Busz, che ha riconosciuto la qualità delle performance regionali, sottolineando come la Calabria abbia saputo smentire valutazioni storicamente penalizzanti.

I numeri della programmazione agricola appena conclusa raccontano un intervento capillare: 424 azioni attivate, circa 270 mila domande presentate e oltre 147 mila beneficiari finanziati. Il PSR ha inciso su settori strategici come servizi per le aree rurali, agricoltura biologica, infrastrutture, benessere animale e cooperazione territoriale, con ricadute diffuse sull’economia agricola regionale.

Tra gli interventi più rilevanti figurano 10 milioni di euro destinati alla trasformazione e commercializzazione, 114 aziende sostenute per agriturismi e fattorie didattiche, 1.270 contributi per nuovi impianti frutticoli e 1.129 giovani avviati all’attività agricola. Sul fronte infrastrutturale, sono stati finanziati 220 progetti di viabilità rurale, mentre oltre 53 mila unità immobiliari hanno beneficiato di interventi di Banda Larga e Ultra Larga. Importanti anche i risultati ambientali: tutela delle razze autoctone, crescita dell’apicoltura con circa 60 mila alveari e aumento delle superfici biologiche, oggi oltre i 140 mila ettari.

Durante il confronto a Bruxelles è stato inoltre fatto il punto sulla nuova programmazione agricola CSR 2023–2027. I primi bandi già pubblicati ammontano a circa 180 milioni di euro, con particolare attenzione alla competitività delle aziende agricole, al comparto olivicolo e all’insediamento dei giovani agricoltori. Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori avvisi per quasi 60 milioni di euro, dedicati a benessere animale, ambiente e foreste.

L’assessore Gianluca Gallo ha rimarcato il valore della concertazione istituzionale che ha portato alla definizione del CSR, evidenziando le principali innovazioni introdotte: «Per il comparto olivicolo – ha spiegato – abbiamo ricevuto richieste di contributo per 120 milioni di euro. Sul bando giovani abbiamo stanziato risorse significative che consentiranno l’ingresso immediato di 445 nuovi giovani agricoltori, con un contributo a fondo perduto di 100 mila euro ciascuno».

In chiusura, uno sguardo ai mercati esteri: «I numeri dell’export sono raddoppiati e il settore agricolo primario sta trainando questa crescita, confermando il ruolo strategico dell’agricoltura per lo sviluppo economico regionale». Un dato che rafforza il peso della programmazione agricola come leva centrale per il futuro della Calabria.